Ottaviano, un baby in rampa di lancio

Il 19enne portiere del Cupello: «Devo tutto a mister Di Francesco e a Mainardi»
CUPELLO. Una sfida nella sfida. E' quella in atto quest'anno nelle file della Cupello Calcio, una delle più belle realtà dell'Eccellenza. Riguarda i portieri, tutti giovanissimi e dunque in lizza per una maglia da titolare. Per lo più indossata dal quasi 19enne (li compirà il prossimo 25 agosto) Giuseppe Ottaviano, seguito a ruota dai suoi quasi coetanei (essendo nati entrambi nel '97) Paolo Tascione, titolare domenica scorsa, e Giuseppe Capitoli.
Il terzetto in questione si ritrova, suo malgrado, protagonista anche nel concorso a voti indetto da il Centro, visto che nella speciale classifica riservata agli estremi difensori, hanno ricevuto un discreto numero di preferenze. Pure in questo caso però, davanti a tutti c'è Ottaviano, nato in Molise (ad Agnone) ma da anni residente a San Salvo. «E' vero», conferma il diretto interessato, «avendo iniziato, a soli 12 anni, nelle file del Trigno Celenza».
E proprio a Celenza, dopo un paio di stagioni trascorse tra Esordienti e Giovanissimi, nel corso di un raduno organizzato dall'allora Virtus Cupello fu notato dallo staff tecnico del club e tesserato in rossoblù. «A segnalarmi», svela Ottaviano, «fu il mio attuale mister, Giuseppe Di Francesco, al quale dunque devo molto, anche se la persona a cui sono più legato in assoluto era e resta Crescenzo Mainardi (portiere del Fresa Calcio, ndc). Sono stato il suo secondo, a Cupello, l'anno della promozione in Eccellenza, e lo considero un vero maestro di vita, avendo con lui condiviso i momenti sin qui più belli della carriera. Penso al debutto in Coppa Italia, effettuato a soli 16 anni, contro la Vastese, all'Aragona e allo spareggio promozione contro il Pontevomano. Vissuto dalla panchina, dato che il titolare era appunto Crescenzo, ma ugualmente indimenticabile».
E poi c'è suo padre Mario, dal quale Giuseppe ha ereditato la passione per il ruolo: «Anche lui, sia pur in Seconda categoria (a Torrebruna, ndc), ha giocato tra i pali ed è il mio primo tifoso, dato che mi segue ovunque, al contrario di mia mamma, che temendo sempre per la mia incolumità, preferisce non vedermi in azione».
Studente al quinto anno di un istituto professionale, Giuseppe si divide tra gli impegni scolastici (a giugno c'è la maturità) e quelli calcistici. Tifoso milanista, nel ruolo però dice di ispirarsi a due portieri nerazzurri: «Non essendo molto alto», spiega in chiusura Ottaviano, «ammiro molto Julio Caesar e sono un grande estimatore di Handanovic».
Stefano De Cristofaro
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