Otto partite su 26 senza subire gol Boemo mai così bene in difesa dal ’95

19 Febbraio 2018

PESCARA. Potrebbe essere chiamato “Zeman 2.0” oppure “Zeman, il ritorno al passato”. La nuova veste del Pescara non calza affatto con le inclinazioni tattiche del boemo. La squadra in campo non...

PESCARA. Potrebbe essere chiamato “Zeman 2.0” oppure “Zeman, il ritorno al passato”. La nuova veste del Pescara non calza affatto con le inclinazioni tattiche del boemo. La squadra in campo non riesce a produrre il calcio offensivo tipico dell’allenatore di Praga. Pochi tagli, del gioco in verticale nemmeno l’ombra, inserimenti delle mezze ali quasi nulli e una preoccupante involuzione in zona gol.
Con il pareggio contro l’Entella la porta biancazzurra è rimasta inviolata per l’ottava volta nelle prime 26 giornate di campionato. Per vedere un rendimento migliore di una squadra allenata da Zeman bisogna tornare indietro di 23 anni. Per la precisione, al torneo di A 1994-95, quando la sua Lazio riuscì a mantenere la porta imbattuta in 9 partite nelle prime 26 gare. Da allora, prendendo in esame i cammini delle compagini di Zdenek dall’inizio del campionato, emerge che nessuna ha accumulato un numero così alto di gare senza incassare almeno una rete. Al contrario, scorrendo i ruolini del boemo a inizio carriera spunta qualche dato sorprendenti sulla tenuta difensiva che smentisce l’etichetta che il boemo si è portato dietro nel corso della sua lunga esperienza di allenatore, ossia quella di pensare solo ad attaccare trascurando la fase difensiva.
Ad esempio, il Foggia di Zeman nelle prime 26 giornate della stagione 1986-87 in serie C riuscì a mantenere la porta inviolata per ben 16 gare, addirittura otto volte nei primi dieci incontri. Al termine del campionato, il Foggia si piazzò all’ottavo posto con la seconda difesa meno perforata del torneo (23 gol, meglio fece solo il Monopoli con 19). Ma anche la retroguardia della formazione rossonera che conquistò la promozione in A nel 1991 ebbe un rendimento ammirevole. Nei primi 26 turni la porta del Foggia rimase inviolata in 14 circostanze.
Chiaramente, ogni campionato ha una sua storia e il cammino del Pescara nella stagione in corso è stato condizionato dai problemi incontrati nel lavoro costruzione della rosa. L’estate scorsa si sono scontrate due esigenze che hanno prodotto un compromesso. Da un lato la volontà di trovare elementi che avessero l’attitudine per calarsi nel 4-3-3 di Zeman, dall’altro la necessità di non gettare al vento un patrimonio giocatori che non poteva essere svenduto.
A gennaio la società è corsa ai ripari e la speranza è che i nuovi arrivati possano aumentare la qualità del gioco e riavvicinare il pubblico allo stadio. Il Pescara resta in corsa per i play off, basta poco per far scattare la scintilla e l’allenatore dovrà cercare di risolvere le difficoltà che la squadra mostra nel creare occasioni da gol. Nelle ultime 8 partite il Delfino ha subìto 6 reti (3 solo a Frosinone). E ne ha realizzate 5: troppo pochi, Zeman lo sa e farà di tutto per cambiare il trend.
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