Pace: «Pescara, blocca Matuzalem ed è fatta»

5 Giugno 2015

Il doppio ex fa le carte alla sfida: Oddo mi piace, ha cambiato la squadra. Baroni? Un finto umile

«Ma quale psicologia? Massimo Oddo ha cambiato tattica ed è questo il suo merito più grande». La voce fuori dal coro è di Bruno Pace che alla vigilia del primo atto della finalissima tra le sue due ex squadre scende in campo per fugare ogni dubbio. «Non basta», spiega Pace, «spronare i calciatori per raggiungere un risultato. Oddo ha dimostrato di avere grandi capacità. Dopo la vittoria contro il Livorno ho pensato subito che il Pescara avrebbe potuto battere qualsiasi avversario». Oggi pomeriggio si scontrano i suoi grandi amori. Ovviamente tiferà per i biancazzurri, ma Bruno non potrà mai rinnegare il suo affetto nei confronti della città felsinea che lo accolse quando aveva 19 anni.

Sette anni di militanza da calciatore, più uno da allenatore nel 1985. «Conservo ricordi bellissimi, lì ho vissuto i momenti più belli della mia carriera. Ci sono tutti gli ingredienti per assistere a due finali avvincenti. Il Bologna è leggermente favorito perché potrà qualificarsi con due pareggi. Molti pensano che sia superiore al Pescara per blasone e qualità della rosa, ma io non sono d’accordo. Finora non sono emersi fino in fondo i valori della squadra di Delio Rossi. Non ha una manovra fluida, segna poco e soprattutto in casa fa una fatica tremenda. Il Pescara ha i mezzi per conquistare la promozione». L’esonero di Marco Baroni si è rivelato decisivo per cambiare rotta. «Non credo alla favola dell’aspetto mentale. Dietro ai successi di Oddo c’è il lavoro di un ragazzo che ha operato variazioni tattiche sostanziali. Ad esempio ha messo in discussione la coppia Brugman-Memushaj che per me non è ben assortita. Ha dato fiducia a Torreira, affidato nuovi compiti a Bjarnason e rilanciato Pasquato. Inoltre, la squadra è molto più compatta e sbarazzina. Ha avuto anche un po’ di fortuna, vedi il gol di Politano a Perugia o l’autorete di Sampirisi a Vicenza, ma l’approdo in finale è meritatissimo».

Insomma, in meno di tre settimane ha trasformato il Delfino. «Sì, prima c’era Baroni che è un finto umile: in tutti questi mesi non ha mai detto di aver sbagliato. Al contrario, Oddo ha ammesso di aver compiuto qualche errore. Leggendo le sue dichiarazioni, Massimo potrebbe sembrare un po’ presuntuoso, invece ha le idee chiare. È molto furbo, sicuro di sé, d’altronde è un campione del mondo». Infine, qualche consiglio per battere Delio Rossi. «Se si limita Matuzalem per il Bologna sono guai. Poi, a venti minuti dalla fine deve entrare Sansovini: lui è l’Altafini del Pescara». (g.t.)

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