Padovani, il derby si gioca in famiglia

1 Aprile 2017

Ettore è la punta dell’Avezzano, il papà è un tifoso dell’Aquila. «Pomeriggio speciale, ma se segnerò sarà contento per me»

Derby in casa Padovani. Da una parte Ettore, bomber dell'Avezzano. Dall'altra papà Salvatore, tifoso dell'Aquila. Il destino si è divertito a metterli contro. Sì, perché la famiglia Padovani è aquilana. Ettore, 27 anni, attaccante più prolifico dell'Avezzano con 7 gol, è nato all'Aquila e vive a Castelvecchio Subequo. I suoi amici e i suoi parenti hanno tutti il cuore rossoblù, come papà Salvatore. Per la famiglia Padovani quella che porta al derby di domani Avezzano-L'Aquila (ore 15) è stata una settimana particolare. «In casa non si è parlato d'altro», sorride Ettore, «papà è da sempre tifoso dell'Aquila, ma domenica tiferà per me. Lui è il mio primo tifoso da sempre: è contento quando gioco bene e faccio gol, quindi lo sarà anche se dovessi segnare nel derby. All'andata ha visto la partita in tribuna, ridendo e scherzando con i suoi amici aquilani».

Il derby torna in campionato allo stadio Dei Marsi dopo 23 anni, ma stavolta sarà meno sentito. Non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, nonostante la presenza di circa mille ragazzi provenienti dai settori giovanili della Marsica che hanno già riempito gli spalti nell'amichevole di giovedì con il Pescara. Gli ultrà dell'Avezzano non entreranno in curva per continuare la protesta contro il presidente Paris, mentre dall'Aquila sono attesi poco più di 200 tifosi, la cui priorità resta quella di capire cosa succederà a livello societario dopo che Corrado Chiodi ha messo a disposizione le sue quote. «Non c'è lo stesso clima derby che si avvertiva all'andata», spiega l'attaccante biancoverde Padovani, «ma questa resta la partita più importante della stagione. I nostri tifosi non ci saranno, ma ci hanno chiesto di vincere perché ci tengono tantissimo a battere i cugini».

Sia l'Avezzano che L'Aquila non hanno più assilli di classifica. La squadra di Tortora ha raggiunto la salvezza con largo anticipo, mentre quella di Battistini, dopo il caos e la partenza di sei giocatori, ha detto addio al primo posto. «Il rammarico per non aver raggiunto i play off è tanto perché avevamo le carte in regola per rientrare tra le prime cinque. Purtroppo, abbiamo avuto troppi alti e bassi. Ci siamo esaltati con le grandi e perso punti con le piccole. Abbiamo pagato i cali di concentrazione e l'inesperienza di un gruppo giovanissimo. In casa ci ha penalizzato anche l'assenza del tifo organizzato che ad Avezzano è il dodicesimo uomo in campo. Vogliamo vincere il derby e finire al meglio la stagione».

L'Aquila è in piena emergenza in difesa e giocherà con un terzo della squadra che all'andata pareggiò 1-1 nei minuti finali con Zane. «Ma nel derby non ci sono favoriti», conclude Padovani che insieme a Leto è il miglior realizzatore dell'Avezzano. «L'Aquila ha perso tanti giocatori, ma resta una squadra forte. Arriviamo entrambe bene a questa partita perché noi abbiamo vinto a Rieti e loro con l'Albalonga. Le motivazioni faranno la differenza: vincerà chi ha più voglia. Nello spogliatoio non abbiamo messo in palio nulla in caso di vittoria. Vogliamo solo vincere per noi stessi e per i tifosi».

Qui L'Aquila. Scelte obbligate per Battistini che in difesa, viste le assenze di Mallus, Pepe, Arboleda e Gagliardini, lancerà il baby Esposito titolare in coppia con Pupeschi, con Sieno adattato a destra e Pietrantonio a sinistra. Tra i pali dubbio Farroni-Salvetti. In avanti torna Nohman, con Peluso che parte dalla panchina. Sul fronte societario, la prossima settimana dovrebbe esserci il primo contatto tra il gruppo romano interessato a rilevare il club e il sindaco Massimo Cialente.

Giammarco Giardini

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