Palermo nel caos, ci prova il foggiano Follieri

L’imprenditore tenta la scalata al club che Zamparini ha ceduto agli inglesi ormai fuori dai giochi
PALERMO. Palermo tra presente e futuro, tra campo e problemi societari in un clima di grande preoccupazione.
Il nuovo «salvatore della patria» potrebbe essere Raffaello Follieri, da tempo interessato a rilevare il club rosanero e bocciato dall’allora patron Maurizio Zamparini. L’imprenditore foggiano è arrivato in città per una serie di incontri e al termine ha confermato la riapertura della trattativa: «Il mio interesse per il Palermo è noto da tempo. Sono ormai diversi mesi che tratto l’acquisto della società. Posso solo dire che ci sto riprovando, ma non posso aggiungere altro per un patto di riservatezza. Sono qui a Palermo per verificare la possibilità di concludere questa acquisizione, non ho molto altro da dire. Sono in contatto con i legali del Palermo. Sono ottimista? Preferisco non rispondere perché le transazioni si fanno tra due parti». Il passo indietro degli inglesi Clive Richardson (presidente) e John Michael Treacy (consigliere) non ha fatto altro che rendere più complicata una situazione già precaria e con mille interrogativi a cui non è mai stata data una risposta sincera. Di certo è che ci sono delle incombenti scadenze economiche da rispettare per evitare penalizzazioni in classifica o addirittura il fallimento.
La Lega di serie B sta seguendo la vicenda Palermo «con preoccupazione e attenzione, in totale sintonia con Figc, Aic e Comune di Palermo. Il sindaco sta discutendo e si sta informando su ciò che accade e vuole avere come interlocutori solo il presidente della Figc e il sottoscritto», ha detto Mauro Balata, presidente della Lega di B. «Abbiamo come interlocutore Foschi, che è anche delegato a partecipare all’attività assembleare in Lega. Anche noi siamo in attesa di sviluppi». La squadra è il suo allenatore, protetti dallo scudo del ds Rino Foschi, sono stati bravi fino a un certo punto a restare fuori da tutto quello che stava succedendo all’esterno, ma adesso la bomba è scoppiata così come è emerso dallo sfogo in sala stampa al termine della partita con il Foggia del difensore Giuseppe Bellusci: «Non sappiamo in mano a chi siamo, non abbiamo garanzie di nessun tipo, siamo soli, abbiamo solo il direttore Foschi e l’allenatore Stellone. Ci dovete aiutare, non ci abbandonate». Messaggio che è stato accolto almeno dai tifosi della curva nord che hanno contestato l’amministratore delegato Emanuele Facile, l’unico esponente di riferimento rimasto della nuova proprietà. Ieri mattina, alla partenza della squadra per Roma in vista della sfida di domani a Perugia, gli ultrà hanno lanciato cori ed esposto striscioni invitando chiaramente l’ad rosanero a «togliere il disturbo».
Sostegno pieno, invece, a squadra e tecnico, con tanto di promessa di non lasciarli soli. Bocche cucite da parte dei giocatori in partenza che però attraverso i vari profili social, da Nestorovski a Rispoli, hanno espresso la loro gratitudine con un messaggio congiunto sui social.
Paolo Costa

