Pallone in campo dalla panchina, lite Goretti-Sottil

Ammenda di 5.000 euro alla società biancazzurra e un turno di squalifica al team manager Gessa
PESCARA . Duro botta e risposta tra Perugia e Pescara, in particolare tra il direttore tecnico degli umbri Roberto Goretti e l’allenatore biancazzurro Andrea Sottil. La diatriba è nata a causa del fattaccio accaduto a pochi minuti dalla fine della gara di lunedì, quando i biancorossi erano ripartiti in contropiede e dalla panchina del Delfino è piovuto in campo un pallone scagliato dal team manager Andrea Gessa. «Si è trattato di un gesto antisportivo preparato dall’allenatore del Pescara», ha tuonato Goretti, «dalla tribuna ho sentito queste sue parole durante l’intervallo: ‘Datemi la palla che la tiro io’. Comunque, guardiamo avanti e pensiamo solo a noi». L’irregolarità è stata punita dal giudice sportivo che ha squalificato Gessa per una giornata e inflitto al Pescara un’ammenda 5.000 euro per responsabilità oggettiva. L’attacco del ds del Perugia ha indispettito Sottil che ha voluto replicare. «Le dichiarazioni di Goretti mi sorprendono», il commento dell'allenatore, «non ho mai pronunciato quella frase, in 30 anni di calcio professionistico tra campo e panchina mi sono sempre comportato bene. Lanciare il pallone non è stato un bel gesto, ma alzare un polverone di questo tipo mi sembra una strategia mirata per portare il discorso sopra le righe. Lo sfogo di Goretti mi è sembrato eccessivo, sul campo il Pescara ha meritato la vittoria. Semmai ci saremmo dovuti lamentare noi per i due gol in fuorigioco segnati dal Perugia all’Adriatico nel match di campionato (10 luglio, ndc) e per il rigore netto che ieri (lunedì) l’arbitro non ci ha concesso, tra l’altro nella circostanza doveva essere espulso Gyomber che era già ammonito. Sono dispiaciuto, ritengo di essere una persona seria e leale, non accetto di passare per un disonesto». Dunque, in vista della sfida di venerdì (ore 21), il clima è già surriscaldato ed è probabile che al Curi ci sarà una forte carica di tensione. Troppo alta la posta in palio, anche se non bisogna esagerare e, soprattutto, andranno evitati gesti antisportivi come quello del pallone gettato in campo. A proposito, il terzino biancorosso Aleandro Rosi aveva invocato l’intervento dell’arbitro Livio Marinelli di Tivoli chiedendo di punire l’irregolarità con il calcio di rigore. In realtà, in base al regolamento, sarebbe stato possibile sanzionare quel gesto con un penalty solo se la palla fosse stata all’interno dell’area biancazzurra, come ha spiegato lo stesso Goretti. (g.t.)
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