Paltrinieri trascina la staffetta del fondo al titolo mondiale

21 Luglio 2023

ROMA. L'Italfondo anche in Giappone non delude. Arriva dalle acque libere, tra correnti, meduse, tronchi e schiuma il primo oro degli azzurri ai mondiali di Fukuoka: ed è inedito quello conquistato...

ROMA. L'Italfondo anche in Giappone non delude. Arriva dalle acque libere, tra correnti, meduse, tronchi e schiuma il primo oro degli azzurri ai mondiali di Fukuoka: ed è inedito quello conquistato al Seaside Momochi beach di Fukuoka nella 4x1500 con la debuttante Barbara Pozzobon e tre quarti di squadra campione d'Europa e bronzo mondiale uscente: Ginevra Taddeucci, Domenico Acerenza e a trascinare il solito Gregorio Paltrinieri. Gli azzurri trionfano con l'arrivo solitario del dominatore delle acque (salata, dolce e clorata, cambia ben poco), SuperGreg che tocca in 1h10'31”2 prima di risalire sul pontone e saltare nell'abbraccio dei compagni di squadra. L'ultimo a cedere è stato l'ungherese David Bethlem (1h10'35”2), che non tiene il passo del capitano che ora si concederà un paio di giorni di riposo prima di settarsi in modalità piscina per 800 e 1500. Terza l'Australia in 1h11'26”7, che al tocco lascia fuori dal podio la Germania campione uscente da cinque edizioni, con in squadra la campionessa dal cuore italiano Leonie Beck, ma non Florian Wellbrock, capace già a Gwangju di vincere sia la 10 chilometri sia i 1500 iridati per cui si è risparmiato. Questo è un oro mai vinto dall'Italia che aveva conquistato una medaglia simile per la somma dei tempi individuali a Sharm el Sheikh nel 2002, quando ancora si disputava il mondiale di specialità, con Luca Baldini, Stefano Rubaudo (oggi coordinatore tecnico dello squadrone azzurro) e Viola Valli. L'unica novità è Barbara Pozzobon che prende il posto di Gabbrielleschi dell'anno scorso sul Lupa Lake, e di Bruni del campionato continentale. «Siamo contentissimi, è la prima volta che conquistiamo l'oro ai mondiali», il commento di Paltrinieri. «Abbiamo vinto tutto e tutti nel corso degli anni, ma questa medaglia ci mancava e ci tenevamo moltissimo. In gara abbiamo fatto strategia a bomba. Abbiamo studiato gli avversari, i percorsi, i ritmi, i tempi. Siamo stati tutti bravi. Le ragazze a mantenere posizione e seguire rotte e scie giuste. Poi Acerenza mi ha dato il cambio giusto. Avevo chiesto a Mimmo di farmi partire primo, in testa, non dietro né all'Ungheria né alla Germania. Ci è riuscito e io ho tenuto botta. Il mondiale non era iniziato nel modo giusto, senza medaglie e pass olimpico, ma la condizione è cresciuta nel tempo. Sappiamo quanto siamo forti. Dobbiamo provare ad esprimerlo sempre, malgrado le difficoltà, anche se obiettivamente il progetto fondo sta andando benissimo. Questa medaglia», conclude il campione azzurro, originario di Carpi, «ne è la dimostrazione. Abbiamo sognato tante volte di vincere l'oro ai mondiali come squadra e finalmente ci siamo riusciti».
Roberto Di Candio