Pari dei Nerostellati, Avezzano fischiato

I marsicani centrano un palo e una traversa, ma i tifosi non perdonano. Primo punto in campionato per i peligni
AVEZZANO. I Nerostellati di Pratola cancellano l’orribile zero in classifica e con lo storico punto conquistato ad Avezzano consegnano ai biancoverdi un’aspra contestazione dei tifosi. A fine gara i sostenitori marsicani si sono accalcati davanti agli spogliatoi del Dei Marsi per urlare la loro rabbia nei confronti dei giocatori e dei dirigenti: sognavano un anno diverso dopo gli annunci estivi e si ritrovano in un incubo che sta rovinando le loro domeniche di passione. Non che se la passi meglio il vulcanico presidente Gianni Paris, che alla vigilia della gara ha cosparso di sale le porte dello stadio. Soluzione che non ha prodotto risultati. Dopo cinque giornate e tre gare giocate in casa con altrettanti pareggi (con l’ultima e la penultima in classifica e un solo gol fatto) la sua Avezzano si ritrova ancora di più sotto pressione. Bocche cucite nel dopo gara, ma il presidente Paris si lascia sfuggire che non vi saranno stravolgimenti (ma intanto arriva un direttore sportivo) e si andrà avanti con il tecnico Federico Giampaolo. Quel Giampaolo che ieri ha provato a operare una mini rivoluzione per dare un nuovo senso alla stagione. Complice l’assenza di un acciaccato Branicki – il polacco era in tribuna e ha incitato a lungo i compagni – le chiavi dell’attacco sono state consegnate a Dos Santos. Ma il bomber non ha ripagato la fiducia, complice una precaria condizione atletica, e ha sfornato una prestazione ai limiti del tollerabile. A centrocampo i polmoni di Persia, con l’esclusione di D’Eramo dal primo minuto. I Nerostellati del Pratola hanno risposto con un modulo identico ma più abbottonato (a sorpresa è rimasto fuori Palombizio) e hanno cercato di sfruttare i limiti avversari palesati sulle fasce. Alla fine il punto ci può stare, anche per un pizzico di buona sorte che ha aiutato i pratolani in almeno tre circostanze. Per due volte l’Avezzano ha centrato i legni della porta avversaria, al 26’ del primo tempo con un liberissimo Dos Santos che ha calciato sul palo e nella ripresa con una traversa centrata da una velenosa parabola di Pellecchia. Poco prima, poi, Giallonardo aveva salvato di testa e sulla linea un altro pallone insidioso di Pellecchia. Da evidenziare anche l’ennesimo cartellino rosso in casa Avezzano (al 37’ del secondo tempo) quando Sbardella ha rimediato con un fallo dopo una imprecisione di Cerone. Quest’ultimo, manco a dirlo, bersaglio preferito dai tifosi.
Un’ultima annotazione: in settimana è morto Peppino Capogrosso, difensore dell’Avezzano negli anni Sessanta. Una autentica bandiera visto che non ha mai voluto cambiare squadra e che in campo dava sempre l’anima. Qualcuno così, oggi, servirebbe come il pane. Ieri neanche un minuto di silenzio.
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