Parolo ha la ricetta giusta: «Se riusciamo a bloccare quel fenomeno di Iniesta, per loro sono dolori»

26 Giugno 2016

Un’emozione nell’emozione. «Iniesta è un giocatore straordinario. Uno dei miei idoli: giocava già ad alti livelli quando io dovevo ancora arrivarci. Sarà un'emozione grandissima essere suo avversario»...

Un’emozione nell’emozione. «Iniesta è un giocatore straordinario. Uno dei miei idoli: giocava già ad alti livelli quando io dovevo ancora arrivarci. Sarà un'emozione grandissima essere suo avversario». Marco Parolo (in foto) ha le idee chiare, la Spagna si ferma soltanto arginando Iniesta. E proprio lui dovrà mordere le caviglie e limitare il raggio d’azione del giocatore-guida di Del Bosque. «Uno come lui si può fermare solo lavorando di squadra, insieme. È così forte che si fa fatica. Di certo toglierei lui agli avversari, è uno dei migliori centrocampisti, se non di sempre, di sicuro degli ultimi anni. Se fermiamo lui, per la Spagna potrebbero essere problemi seri».

Poi Parolo svela un retroscena. «Tra di noi si parla della finale del 2012. L'abbiamo anche vista e analizzata quella partita. Si prende spunto da tutto, qualsiasi cosa può essere utile nel modo giusto. E, anche se non ce n'è bisogno in un ottavo contro la Spagna, la possibilità di prendersi una bella rivincita ti mette quel fuoco dentro per fare una grande partita».

C’è un particolare che regala ottimismo a Parolo: l’Italia è più riposata, la Spagna ha schierato sempre i titolari in tutte le partite. «È sicuramente un piccolo vantaggio che ci siamo guadagnati vincendo le prime due partite. Comunque l’importante è portare in campo le nostri armi che sono l'umiltà, la voglia di lottare, sacrificarsi e di seguire un pensiero, che è quello del nostro allenatore». (a. b.)