Passacantando, l’arte del fischietto

27 Maggio 2018

Oggi dirige l’ultima partita dopo una carriera da protagonista in Italia e all’estero: «Un’avventura fantastica»

L’AQUILA. Claudio Passacantando appende il fischietto al chiodo. La finale del campionato di serie A, in programma oggi allo stadio Mirabello di Reggio Emilia tra Verona e Valsugana (che schiera due abruzzesi l’ala-centro di Avezzano Luciano Lisciani e il centro aquilano Antonio Caione), sarà l’ultima direzione per l’arbitro classe 1968 aquilano di origine e pescarese d’adozione. Una bella carriera, che lo ha visto per ventidue stagioni dirigere in tutte le categorie della palla ovale, in Italia e all’estero, con personalità e competenza. «Sono sempre stato onorato di arbitrare, a qualsiasi livello», commenta Passacantando prima dell’ultimo impegno e dopo tante partite come arbitro e assistente in ambito internazionale anche in Challenge cup (Brive-El Salvador nel 2008), in Coppa Europa (Portogallo-Georgia, Portogallo-Spagna e Romania-Germania), nel campionato del mondo under 18, nel Sei nazioni under 20, nei tornei seven, ma anche a novembre 2016 quando da quinto match officials allo stadio Olimpico di Roma è stato di supporto del fischietto gallese Nigel Owens nel test match tra l’Italrugby e gli All Blacks. Questa ultima designazione mi riempie di orgoglio. La fase di avvicinamento e preparazione è stata accurata e scrupolosa come al solito, darò il massimo per chiudere al meglio. Alla fine non mancherà un pizzico di emozione».
Per il direttore di gara aquilano, 50 anni il prossimo 5 giugno, la finale di serie A è il passo d’addio di una carriera arbitrale iniziata nella stagione 1996/97, che dal 2005 lo vede inserito nel panel degli arbitri del massimo campionato nazionale e lo ha visto anche premiato dal Ciar (Club Italia Amatori Rugby) come miglior arbitro della stagione 2011-12 «Ho avuto la possibilità, grazie al mio sport, di fare esperienze fantastiche in Italia e soprattutto all'estero. Ho potuto coltivare la mia passione per l'arbitraggio grazie a mia moglie Piera e alla famiglia, che oggi voglio ringraziare per avermi supportato e sostenuto sempre. Ringrazio la federazione, la commissione nazionale arbitri per tutte le opportunità che mi hanno concesso». Passacantando, che ha raccolto la pesante eredità di Sergio Tiboni (scudettato da giocatore nel 1967 in seguito è diventato arbitro internazionale, primo italiano a usare il collegamento audio con i collaboratori nell’incontro Rovigo-Petrarca del 1980), ha diretto oltre 100 partite in Eccellenza, 250 in serie A, tra cui i primi storici derby giocati al Fattori e sul campo di Villa Sant’Angelo tra L’Aquila e Gran Sasso, ma anche il match ad aprile tra neroverdi e Cus Genova davanti a 6.000 spettatori, nel rugby day prima della sfida di pro12 tra le Zebre e Dragons e 150 in serie B con tanti sentiti derby tra Paganica e Avezzano. «Sono soddisfatto di quanto fatto in campo», conclude Passacantando che ha seguito come tutor negli anni scorsi gli arbitri abruzzesi più promettenti e che rimarrà con altri compiti nella commissione nazionale arbitri. «Adesso mi piacerebbe continuare a mettere la mia esperienza a disposizione del nostro ambiente e proseguire così il mio percorso insieme a tanti amici, anche senza fischietto al collo».
Tommaso Cantalini
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