Pelè, Brasile in lutto per tre giorni Un corteo di campioni al funerale

Domani la veglia funebre e martedì l’ultimo saluto al fuoriclasse morto a 82 anni a causa di un tumore Da Biden alla Nasa, l’omaggio del mondo intero. La gaffe dell’Argentina: «Ci lascia uno dei più grandi»
RIO DE JANEIRO . Il Brasile si prepara a dare l'addio al suo Re, l'uomo che ha fatto conoscere il paese gigante del Sudamerica in tutto il mondo e per la cui morte sono stati decretati dal presidente uscente Jair Bolsonaro tre giorni di lutto nazionale. Pelé rimarrà eterno, intanto la famiglia ha deciso di posticipare la veglia funebre a lunedì, per evitare la concomitanza con l'insediamento del presidente Lula, che avverrà con l'inizio del nuovo anno, quindi domani. L'ultimo omaggio a O Rei si svolgerà martedì dove lui avrebbe voluto, ovvero sul campo di Vila Belmiro, lo stadio del Santos in cui si è consacrato leggenda del calcio. Sul campo è già stata allestita una passerella dove scorreranno, mescolati ai tifosi, altri grandi campioni come Ronaldo il Fenomeno, Ronaldinho, Cafu, Romario, Falcao, Jairzinho, mentre i familiari del tre volte campione del mondo, la terza moglie Marcia Aoki e i sette figli avuti da tre donne diverse, oltre ai nipoti, saranno tutti accolti in una tensostruttura. Emozionante, su questa non ci sono dubbi vista l'annunciata partecipazione popolare, sarà anche quando il feretro di Pelé sarà portato in corteo per le strade cittadine, a Santos, e un momento molto particolare sarà quando si fermerà davanti alla residenza di Dona Celeste, la madre dell'ex fuoriclasse.
La madre centenaria. Il 20 novembre ha compiuto 100 anni e il figlio, per quella ricorrenza, le ha dedicato un post colmo di amore («mi ha insegnato i valori dell'amore e dell pace», una delle frasi). Dona Celeste si sposò con Dondinho quando aveva solo 16 anni, ebbe il primo figlio, il futuro Monarca del Pallone, quando ne aveva 18, e lo ha sempre seguito con amore e discrezione, comparendo raramente in pubblico. Anche in queste ore non ha voluto fare commenti, rifugiandosi fra gli affetti più stretti. Intanto la notte scorsa a Rio de Janeiro il Cristo Redentore sul Corcovado e lo stadio Maracanà, oltre alla strada che porta il nome dell'ex fuoriclasse, sono stati illuminati a giorno con i colori oroverde della Seleçao, per ricordare O Rei, la cui gigantografia viene proiettata su palazzi e residenze delle principali città del paese. A San Paolo decine di persone sono ferme all'esterno dell'ospedale Albert Einstein dove O Rei ha cessato la propria esistenza terrena, e molti di loro, vestiti con la maglia del Santos, piangono ricordando il loro idolo, che verrà sepolto nel cimitero verticale con vista sullo stadio del Santos, da cui dista appena 850 metri.
L’omaggio del mondo. Il Brasile lo piange, il mondo lo ricorda e lo esalta. In un inevitabile sguardo verso l'alto, tra i primi omaggi c'è quello della Nasa, che su Twitter posta la foto di una galassia «con i colori del suo Brasile», mentre la Fifa espone le bandiere a mezz'asta, simbolo del lutto del calcio mondiale, e la Figc annuncia 1' di raccoglimento prima delle partite di serie A, alla ripresa del campionato il 4 gennaio. Anche i potenti del mondo e le celebrità rivolgono un loro pensiero a Pelè, da Joe Biden a Vladimir Putin, col presidente Usa che sottolinea come la sua «ascesa da origini umili a leggenda del calcio è la storia di ciò che è possibile» e quello russo che esprime le condoglianze per la scomparsa «del figlio eccezionale del popolo brasiliano». «Un grande e un buon uomo», dice di lui Sylvester Stallone, che recitò con lui in “Fuga per la vittoria”. Tra i tanti campioni e fuoriclasse che lo ricordano, Michael Jordan posta una foto che lo ritrae con Muhammad Alì, definendoli «l'essenza della grandezza», mentre gli ex azzurri Gigi Riva e Gianni Rivera, suoi rivali nella finale di Messico '70, rimpiangono il fatto di non averci mai giocato insieme e il n.10 afferma che «se non ci fosse stato il calcio, lo avrebbe sicuramente inventato». La scomparsa di Pelè è sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, anche nella “nemica” Argentina, dove il quotidiano sportivo 'Olé' titola che ora «C'è una riunione nella sommità del Cielo», pubblicando la foto di un abbraccio tra Pelé e Maradona.
La polemica. È polemica tra argentini e brasiliani sulla morte di Pelé. O Rei è spesso considerato il miglior calciatore che abbia mai calcato i campi, ma non dagli argentini, che gli preferiscono Maradona, e, soprattutto dopo la vittoria del Mondiale, anche Messi. Nello specifico, è stato il tweet d’addio a Pelé dell’Afa, la federcalcio argentina, a scatenare la rabbia dei brasiliani. Nel messaggio, la federazione Albiceleste ha definito il tre volte campione mondiale brasiliano «uno dei migliori della storia», lasciando intendere che i due argentini siano più forti di lui, per poi «abbracciare calorosamente i suoi cari e tutto il popolo brasiliano».
Angelo Caradonna

