Pelè, Fontaine e Maradona imprese e personaggi di 20 edizioni dei Mondiali

12 Giugno 2018

Dal viaggio in nave per la prima fase finale in Uruguay nel 1930 alla mano de Dios del 1986, passando per il record di gol di Klose

Sta per prendere il via Russia 2018, la 21ª edizione della fase finale dei Mondiali di calcio. Un appuntamento che fonda le sue radici nel 1800. Era, infatti, il 26 ottobre del 1863, quando nella taverna Framassoni di Londra, venne stilato lo statuto che ratificava la nascita della Football Association. La Federazione del Regno Unito fu il punto di partenza che portò il 21 maggio 1904 a Parigi alla nascita della Fifa. Otto nazionali Francia, Olanda, Germania, Svezia, Belgio, Svizzera, Spagna e Danimarca si riunirono nella sede della federazione transalpina, in Rue Saint Honorè, nominando il giornalista francese Rober Guerin presidente.
Il primo Mondiale. Solo nel 1928, durante il congresso di Amsterdam, il terzo presidente, Jules Rimet, annunciò la volontà di organizzare il primo campionato del mondo. L’anno successivo, nel congresso di Barcellona, venne stilato il primo regolamento per la coppa del mondo. Jules Rimet venne tuttavia boicottato da molte nazionali, tra le quali l’Italia, l’Inghilterra ed altre europee che avrebbero voluto organizzare il torneo.
Un trofeo d'oro, all'epoca conosciuto come Dea Alata della Vittoria, e poi universalmente celebre come Coppa del Mondo, fu commissionato allo scultore francese Abel Lafleur. Vennero utilizzati 1800 grammi d'oro massiccio per circa trenta centimetri d'altezza.
In Uruguay, sede designata durante il congresso spagnolo, parteciparono solamente quattro nazionali europee, tre delle quali viaggiarono sul piroscafo genoano Conte Verde: il Belgio, la Francia, e la Romania con Rimet, la coppa e i tre arbitri europei: i belgi Jean Langenus e Henri Christophe, insieme al francese John Balway. I brasiliani salirono quando la nave arrivò a Rio de Janeiro il 29 giugno, per poi arrivare in Uruguay il 4 luglio. Gli jugoslavi viaggiarono nella nave a vapore Florida che partì da Marsiglia.
Il 13 luglio 1930, durante il match inaugurale Francia-Messico, Lucien Laurent realizzò il primo gol nella storia della coppa del mondo. La prima nazionale a vincere il mondiale fu la squadra di casa dell’Uruguay, che si impose in finale contro gli argentini per 4-2 a Montevideo nello stadio del Centenario, il 30 luglio.
L’Italia organizzò la seconda edizione della coppa del mondo del 1934. La nazionale azzurra, guidata da Vittorio Pozzo, dopo essere stato in ritiro al Grand Hotel Alpino Fiorente di Stresa e successivamente a Roveta vicino Firenze, dominò il torneo e nella finale di Roma del 10 giugno vinse il suo primo titolo dopo la finale chiusa 3-1 contro la Cecoslovacchia.
La supremazia italiana si riconfermò durante le olimpiadi di Berlino del 1936, quando il 15 agosto l’Austria venne sconfitta per 2-1 ai tempi supplementari. Due anni più tardi il bis mondiale. Il 19 giugno l’Italia si affermò sull’Ungheria per 4-2 nella finale di Parigi.
Le prime partite in tv. Nel 1954 l’anno del cinquantenario della nascita della Fifa, in occasione del mondiale di Svizzera, vennero trasmesse per la prima volta le partite in tv, ed i commentatori radiofonici divennero telecronisti. Nicolò Carosio che nel Mondiale in Italia del 1934 inaugurò le radiocronache della coppa del mondo, entrò nelle case degli italiani attraverso la televisione, era infatti nata la Rai. Durante il mondiale messicano del 1970, che costituì l’ultima edizione della coppa Rimet, furono trasmesse per la prima volta e in diretta via satellite le partite del torneo, grazie alla messa in orbita, qualche tempo prima, del satellite Telstar, che diede il nome al pallone Adidas utilizzato durante la competizione.
Le lacrime azzurre... Irlanda del Nord-Italia 2-1 del 15 gennaio 1958 segna la prima storica mancata qualificazione al Mondiale. A Belfast alla Nazionale bastava un pareggio, ma venne sconfitta inesorabilmente. In quell’edizione del 1958, in Svezia, il francese Just Fontaine divenne capocannoniere del torneo con 13 reti in 6 partite, ed esordì nelle fila del Brasile il più grande giocatore di tutti i tempi Edson Arantes Do Nascimiento meglio conosciuto come Pelè. Altro personaggio noto nella storia dei Mondiali (per l’Italia) è Pak Doo Ik il coreano che eliminò gli azzurri dai Mondiali di Inghilterra del 1966 segnando a Middlesbrough il gol di Italia-Corea del Nord 0-1.
...e non solo. Lacrime non solo azzurre: anche i pentacampioni del Brasile hanno subito cocenti sconfitte e umiliazioni. Le più eclatanti nei due Mondiali disputati in casa: la prima il 16 luglio del 1950, unica edizione del mondiale priva di finalissima, nella partita decisiva per l’assegnazione del titolo, contro l’Uruguay, pur bastando un pareggio per laurearsi campioni del mondo, il Brasile, in vantaggio grazie a Friaca, fu raggiunto e superato da Schiaffino e Ghiggia. Delusione e disperazione - il Maracanazo - portarono addirittura al suicidio di alcuni sostenitori verdeoro. La più recente, invece, nel mondiale 2014 quando, in semifinale, un intero paese incoraggiava i carioca contro la Germania, ma subirono l’umiliazione dai panzer tedeschi, che si imposero 7-1 con un perentorio 5-0 già al termine del primo tempo. Alla storia è passata come il Mineirazo dal nome dello stadio in cui si è giocata la gara Brasile-Germania.
Le novità. In molte edizioni, alla ricerca dello spettacolo e dell’evoluzione, la Fifa introduce sostanziali novità.
Nel 1970, per la prima volta, l'arbitro formalizzò le sanzioni disciplinari a carico dei giocatori tramite i cartellini: il giallo per l'ammonizione e il rosso per l'espulsione. Dopo la conquista definitiva (a chi conquista per la terza volta il titolo) della coppa Rimet da parte del Brasile, e la consegna del trofeo al capitano Bellini, nella finale di Città del Messico, nel 1974 la Fifa mise in palio un nuovo trofeo, disegnato nel 1971 dallo scultore italiano Silvio Gazzaniga e realizzato dalla ditta milanese G.d.e. Bertoni. Una meraviglia in oro 18 carati alta 36,8 centimetri e dal peso di 6,175 chilogrammi. La stessa Bertoni attualmente realizza e fornisce, alla Fifa, tutto il materiale utilizzato nelle varie manifestazioni come medaglie e trofei.
Nel 1978 per la prima volta la finale del campionato del mondo Argentina-Olanda del 25 giugno venne diretta dall’arbitro italiano Sergio Gonella. Succederà di nuovo nel 2002 in Corea, quando Pierluigi Collina fu designato come arbitro della finale Brasile-Germania, e nel 2014 con Nicola Rizzoli in Argentina-Germania.
Nel 1982 la competizione passò da 16 a 24 squadre per un totale di partite che da 38 divennero 52.
Nel 1994, nel mondiale statunitense, la Fifa decise di assegnare 3 punti alla squadra vincitrice dell’incontro. Questa edizione viene ricordata tra le altre cose per la morte del giocatore Colombiano Andres Escobar, ucciso il 2 luglio a Medellin dopo che il suo autogol estromise la nazionale dal torneo.
Nel 1998 si qualificarono 32 squadre e il numero di incontri passò ad un totale di 64. Vennero introdotti i pannelli luminosi per indicare i minuti di recupero, la possibilità di effettuare 3 sostituzioni ed infine il golden gol.
Nel 2002 per il torneo nippo-coreano la Fifa decise che ogni nazionale qualificata poteva convocare 23 giocatori, uno in più delle passate edizioni. Dal 2006 la gara inaugurale viene disputata dalla squadra ospitante e non dai campioni del mondo in carica, questo perché i campioni uscenti devono disputare le partite di qualificazione nel biennio precedente.
Maradona-story. Nell’edizione del 2018 le novità riguarderanno la quarta sostituzione e l’utilizzo della moviola in campo, la famosa Var, con la speranza di evitare le sviste arbitrali come accadde in Messico durante la partita Argentina-Inghilterra del 22 giugno 1986, quando Diego Armando Maradona, realizzò il gol del vantaggio con un pugno, senza che l’arbitro se ne accorgesse. Nella stessa partita El Pibe de oro, realizzò il gol più bello della storia della coppa del mondo con uno slalom da centrocampo che ubriacò la squadra inglese e mandò in delirio gli spettatori. Diego Armando Maradona ha partecipato a quattro campionati del mondo disputando due finali consecutive, nel 1986 in Messico, vincendo contro la Germania per 3-2 e nel 1990, in Italia, dove venne sconfitto per 1-0 nella finale contro i tedeschi. Venne squalificato a Usa 1994 per doping poiché fu trovato positivo all’ efedrina dopo l’incontro Argentina-Grecia del 21 giugno. Disputò la sua ultima partita in nazionale quattro giorni più tardi, contro la Nigeria, ed il 30 giugno la Fifa ratificò la positività del giocatore.
I più presenti. Tra i giocatori con maggior numero di presenze il tedesco Lothar Matthaus, Antonio Carbajal del Messico con 5 convocazioni; anche Gianluigi Buffon vanta 5 convocazioni, ma è stato impiegato solo in 4 edizioni, nella prima del 2002 infatti, fu riserva di Toldo; se l’Italia si fosse qualificata sarebbe diventato l’unico giocatore a prendere parte a sei edizioni del mondiale.
I bomber. Il miglior marcatore delle fasi finali dei campionati del mondo è Miroslav Klose della Germania con 16 gol, mentre Oleg Salenko nella partita Russia-Camerun del 28 giugno 1994 terminata 6-1 stabilì con 5 gol il record di reti segnate in una singola partita. Nello stesso incontro fu realizzato il gol del giocatore più anziano, infatti la stella camerunense Roger Milla, mise a segno la rete della bandiera a 42 anni e 39 giorni.
Pelè è il marcatore più giovane della manifestazione, avendo segnato a 17 anni e 249 giorni nel quarto di finale Brasile-Galles del 1958 il suo primo goal. Il gol più veloce fu realizzato dal turco Hakan Sukur nella finale per il terzo posto del mondiale 2002 contro i padroni di casa della Corea del sud dopo appena 11 secondi.
Stefano Meco
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