Penalizzazione Trapani, duello in punta di diritto

L’avvocato Tortorella sul ricorso dei siciliani: «Credo nella conferma della sentenza di secondo grado»
PESCARA. Il Trapani spera e il Pescara trema. Giovedì pomeriggio, intorno alle 18, il Delfino conoscerà il proprio destino: retrocessione diretta o play out. Il 6 agosto, infatti, il Trapani, terzultimo posto a quota 44, spera di riavere almeno uno dei 2 punti di penalizzazione inflitti dalla Corte federale di appello per il pagamento in ritardo degli stipendi di gennaio e febbraio. Il Collegio di garanzia del Coni, alle 15,30, discuterà il ricorso e, se venisse accolta la richiesta, il Trapani salirebbe a 45 condannando il Pescara alla serie C e assicurandosi i play out contro il Perugia. Con 2 punti in più, invece, il Trapani sarebbe salvo e gli umbri disputerebbero lo spareggio con il Cosenza. Il Pescara si è costituito in giudizio con un atto volontario in qualità di soggetto controinteressato. Il club biancazzurro in questa occasione sarà rappresentato dall’avvocato Nicola Lotti, che sta lavorando e ha lavorato nei giorni scorsi in tandem con l’avvocato Flavia Tortorella che si dice «fiduciosa» per quanto riguarda la conferma della penalizzazione del Trapani. «Secondo me, il Collegio di garanzia del Coni ribadirà la sentenza della Corte federale», dice la Tortorella, esperto di diritto sportivo tra i più in vista in Italia. «Se invece le cose dovessero andare in maniera diversa, il Pescara potrebbe fare ricorso al Tar». Il pool dei legali del Pescara è tranquillo, ma la decisione spetterà ai giudici del Coni. Il Trapani, infatti, sostiene di aver pagato gli stipendi in ritardo a causa dell’emergenza causata dalla pandemia e per convincere il Collegio di garanzia si è affidato all’ex presidente del consiglio nazionale forense Guido Alpa, mentore del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Le conseguenze dello stato emergenziale sull’operatività aziendale hanno avuto un impatto diretto sull’intero comparto delle imprese calcistiche. Ritenere che il ritardo nei pagamenti possa essere inquadrato come impedimento dovuto ad una causa di forza maggiore, pertanto non colpevole, mi sembra impostazione giuridica sostenibile. La parola, però, passa al Collegio di garanzia», dice uno di massimi esperti di diritto sportivo come Mattia Grassani. (l.d.m.)
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