Person e il Roseto, quando il basket è un affare di famiglia

Padre e zio dell’americano degli Sharks sono due ex stelle della Nba: «Sono stati loro a consigliarmi l’Italia»
ROSETO. Mancano meno di dieci giorni al raduno del Roseto Sharks, e c’è molta curiosità in città per quanto riguarda Wesley Person Junior, il giovane esterno americano che arriva con le credenziali del cecchino: davvero tanti infatti sono stati i suoi canestri soprattutto da tre punti contanti nelle passate stagioni, quando giocava in Ncaa col suo college in maglia Troy. Person potrebbe davvero essere la sorpresa dell’anno, visto che sembra essere un predestinato: suo padre Wesley Senior è stato infatti un buon giocatore in Nba, dove dal 1994 e per 11 anni ha giocato per varie franchigie, impreziosendo la sua carriera con una medaglia d’oro ai mondiali under 22 di Spagna ’93 con la Nazionale statunitense. Ma non è questa la sua unica connessione col mondo professionistico americano, visto che anche lo zio ha giocato in Nba, vestendo i panni della superstar: si tratta di Chuck Person, il famoso “Rifleman”, 14 anni di carriera da vero cecchino, ed oggi vice allenatore in G-League dopo esserlo stato in Nba.
È lo stesso Wesley Junior, che sbarcherà a Roma il prossimo 21 agosto, a raccontare l’entusiasmo che c’è nella sua famiglia per l’inizio di questa avventura nel mondo del professionismo europeo: «Sia mio zio che mio padre sono entrambi parecchio entusiasti e soprattutto orgogliosi di questa scelta, mi stanno riempiendo di consigli che io sto accogliendo con grande attenzione, visto che sono entrambi due pilastri fondamentali della mia vita, sia a livello professionistico che a livello personale».
Person racconta anche che la scelta di iniziare dall’Italia è stata ben ponderata: «Vedono il vostro Paese come un posto ideale per me per crescere ed iniziare il mio percorso da giocatore professionista, un posto dove potrò solo migliorare». Person come dicevamo, arriva con le stimmate del realizzatore: «So di essere un pericolo per le difese, diciamo che ho imparato ad esserlo guardando attentamente i movimenti di mio padre e di mio zio. Infatti, la parte del loro gioco che ovviamente ho sempre apprezzato era il loro grande talento nel fare canestro», prosegue a raccontare il giocatore americano, davvero attento a seguire le orme dei due ex Nba: «Entrambi sono stati giocatori offensivamente molto brillanti e dall'alto quoziente di intelligenza cestistica. La mia naturale attitudine al tiro da fuori è probabilmente l'aspetto del gioco nei quali li ricordo di più e, come loro, penso di avere una certa abilità nell'accendermi immediatamente e nel produrre punti in poco tempo». Dopo queste dichiarazioni d’amore per l’Italia, ovvio pensare ad un arrivo nel Bel Paese di queste due leggende Nba durante la prossima stagione; conferma Person: «La mia famiglia sicuramente verrà in Italia più volte nel corso del prossimo campionato, cercherò anzi di far coincidere le loro date con qualche giorno di vacanza, in modo da poter stare tutti insieme a goderci le bellezze del vostro paese».
Marco Rapone
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