Pescara a pezzi Tifosi infuriati: «Vergognatevi»

La sfida salvezza si trasforma in una Caporetto Squadra non all’altezza e l’Empoli fa poker
PESCARA. Ridicolizzato dall’Empoli e contestato dai tifosi: all’Adriatico-Cornacchia si consuma l’alto tradimento del Pescara verso il popolo biancazzurro. La sfida salvezza si trasforma nella disfatta del Delfino. Non c’è stata partita: 0-3 alla fine del primo tempo e 0-4 al 90’. Un crollo inatteso, i 13mila arrivati per sostenere la squadra lasciano lo stadio anzitempo, delusi e traditi. Scatta la contestazione di una tifoseria tanto paziente quanto indignata. “Vergognatevi” gridano gli ultrà mentre gli spalti si svuotano sullo 0-3. Partita indecorosa da parte di una squadra semplicemente impresentabile. Inutile parlare di tattica o di tecnica: la gara di ieri è la sintesi di un progetto sbagliato, improponibile per la serie A. Per mesi sono state denunciate le lacune strutturali di un Pescara che, finora, si è tenuto a galla con la forza del gioco. Ma non basta, lo si sapeva. E ieri l’Empoli ha smascherato i difetti di una squadra priva di sostanza e qualità tecnica. Novanta minuti, quelli di ieri, che sono la cartina di tornasole di scelte strategiche bocciate dal campo.
In difesa e in attacco mancano i punti di riferimento, lacune evidenti sin dal primo giorno di ritiro a cui la società non ha mai posto rimedio. Il pacchetto arretrato non è all’altezza, ancor meno l’attacco. E se il gol era e resta una chimera tutto viene di conseguenza. L’attacco non punge, va a sbattere contro il muro avversario e la palla torna indietro dove i problemi sono palesi. L’Empoli aveva segnato 2 gol (in un’unica gara) in 11 partite, ieri ne ha realizzati 4 tutti d’un colpo. Era da 766’ che i toscani non segnavano. Il Pescara è stato capace di resuscitare Maccarone, doppietta a 37 anni; è caduto sotto i colpi e la classe di Saponara; è stato punito nuovamente da Pucciarelli. All’Empoli è bastato aspettare gli errori dei biancazzurri, che sono arrivati puntuali, ed è passato all’incasso senza fare sconti. Quarta sconfitta consecutiva per la squadra di Oddo; probabilmente, il primo segnale di cedimento. Uno sfilacciamento che chiama in causa il tecnico, i giocatori e, soprattutto, la società. Oddo ha mandato in campo, anche per forza di causa maggiore, un Pescara che per otto-undicesimi era quello della passata stagione in serie B. Probabilmente, una formazione inferiore sul piano tecnico a quella che ha vinto i play off a giugno. Di questo passo come pensare di conquistare la salvezza? Il crollo è prima di tutto mentale. Subìto il primo gol, la squadra non ha avuto la forza di restare in partita. Si è gettata all’attacco, scriteriatamente, lasciando gli spazi all’Empoli che ha monetizzato ogni errore dell’avversario. Il Pescara ha dato la sensazione di essere un’armata Brancaleone, ognuno per conto suo. Non una squadra, ma una banda in cui ogni giocatore cerca di risolvere la gara per conto suo. Una resa incondizionata, acuita da un pizzico di sfortuna. Dopo lo 0-1 di Maccarone (12’), due episodi negativi: la traversa di Caprari (15’) e il salvataggio di Pasqual (17’) su Benali: dopo 0-2 di Pucciarelli (23), un fallo di mano non visto dall’arbitro Orsato dell’ex Cosic su Manaj in area; poi, una respinta di Skorupski su Manaj, al 40’, e, infine, lo 0-3 ancora di Maccarone, al 44’. Partita chiusa alla fine del primo tempo. Oddo nella ripresa è passato dal 4-3-2-1 al 3-4-2-1 togliendo Aquilani e inserendo Biraghi. Niente da fare, nonostante l’Empoli abbia concesso qualche opportunità. Alla fine ci ha pensato Saponara a completare il poker, un premio al fantasista che è stato il migliore in campo. Un valore aggiunto che Martusciello sfrutta e Oddo reclama dalla scorsa estate. Lo stato di confusione mentale e gestionale è palese a un quarto d’ora dalla fine quando il Pescara, dopo aver esaurito le tre sostituzioni, resta in dieci uomini per l’infortunio di Fornasier costretto a lasciare il campo anzitempo. Biancazzurri in ginocchio, mentalmente e fisicamente. Come rialzare una squadra svuotata e fisicamente a terra? A gennaio si può sperare nei rinforzi, ma bisogna arrivarci ancora in corsa per la salvezza. Come?
@roccocoletti1
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