Pescara a picco, Zeman trema Sebastiani: tutti sotto esame

Il presidente deluso lancia un messaggio ai biancazzurri: «Serve cattiveria» Il tecnico chiamato a dare una sterzata con la Sampdoria (domani) e la Ternana
PESCARA. Pescara di nuovo a picco, ma, per il momento, Zeman rimane in panchina. Molle, impreciso, lezioso e poco efficace. Il Delfino a La Spezia ci ha rimesso di nuovo le penne e non riesce a decollare. La vittoria con la Pro Vercelli è stata solo un fuoco di paglia e niente più. I biancazzurri in Liguria si sono sciolti, di nuovo, senza attenuanti. Zeman ha parlato di squadra che «ha giocato un calcio troppo scolastico», ma anche «la più brutta partita del Delfino».
I biancazzurri sono a 3 punti dai play off, ma hanno dato di nuovo la sensazione di essere una squadra senz’anima. Venti punti, 13° posto in graduatori, 16 formazioni diverse in 16 gare e segnali di miglioramento troppo balbettanti. La società in apparenza difende all’allenatore, ma è pur vero che altri passi falsi non sono contemplati. Se il Pescara dovesse perdere con la Ternana, la panchina del boemo potrebbe traballare. «Zeman è confermato, ma in coppa Italia servirà una prova d’orgoglio», dice il presidente Sebastiani, «anche se sono altre le partite per fare delle valutazioni su allenatori e giocatori. Mi aspetto una prova diversa. A La Spezia non ho visto la giusta cattiveria agonistica». Caustico il commento di Daniele Sebastiani, che manda un messaggio chiaro alla squadra e, soprattutto, all’allenatore. «In campo serve più grinta, cosa che non si è vista a La Spezia. Non ho notato la giusta cattiveria agonistica. È mancato qualcosa e, da quello che ho visto, non credo che noi siamo inferiori alle altre squadre e allo Spezia. A volte servirebbe essere meno belli e più pratici. Serve concretezza». Sebastiani probabilmente ha esaurito la pazienza. «A volte siamo troppo superficiali. Sono passate 16 partite e credo che tutti siamo sotto esame».
Il presidente biancazzurro conferma (al momento) il boemo. «L’allenatore si prende in meriti quando le cose girano per il verso giusto, ma è normale che nei periodi difficili deve assumersi le responsabilità. Zeman lo sa che siamo tutti sotto esame». Nessun alibi, quindi. «Assolutamente. La colpa è nostra e di nessun altro, lasciamo stare l’ambiente, i tifosi e la critica della stampa. Non ci sono scusanti. Non possiamo pretendere l’appoggio di qualcuno se non siamo noi i primi a dare il massimo in campo». E poi lancia un messaggio non troppo cifrato al suo allenatore. «Bisogna capire cosa fare con i giocatori più esperti di questa rosa. Mi riferisco a Campagnaro, che in B fa la differenza, ma anche a Benali e Zampano. Come lo stesso Ganz». L’ultimatum, dunque, sta per scattare. Domani con la Sampdoria in coppa Italia il primo banco di prova, ma quello decisivo sarà sabato con la Ternana. Zeman deve blindare la panchina, perchè all’orizzonte potrebbero materializzarsi le ombre minacciose di Mimmo Di Carlo, Stefano Colantuono e Roberto Stellone.
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