Pescara calcio, tris amaro per Maniero: «Il rinnovo non arriva...»

Il bomber porta a casa il pallone: «Dedicato ai tifosi. Il futuro? Nessuna chiamata dal Pescara per il contratto. Hanno fatto le loro scelte...». Sebastiani: «C’è tempo»
PESCARA. Si incrociano in sala stampa scambiandosi abbracci e complimenti. Riccardo Maniero e Marco Sansovini sono rimasti molto amici dopo i fasti di Zemanlandia. Il più felice è chiaramente l’attaccante del Pescara che decide il match con una tripletta e si porta a casa il pallone firmato dai compagni di squadra e dallo staff. «Sono contentissimo», afferma Maniero, «ci serviva la prima vittoria per sbloccarci. Non meritavamo di essere ultimi, ma in campo si sentiva la pressione. Spero che questo successo ci dia maggiore consapevolezza dei nostri mezzi. Bisogna continuare su questa strada e recuperare il terreno perduto».
Fino a ieri era imbattuto contro il Pescara, ma stavolta Sansovini incassa soltanto gli applausi del pubblico andandosene dall’Adriatico a bocca asciutta. «Prima del calcio di rigore», dice l’ex capitano del Pescara, «ci stavamo difendendo con ordine. Eravamo poco incisivi in fase offensiva, però avevamo rischiato poco. Poi abbiamo pagato l’inferiorità numerica e il Pescara ha vinto con merito. Faccio i complimenti a Maniero, lui sa che sono il suo primo estimatore. Comunque è sempre bello tornare qui». Con i tre gol all’Entella Maniero sale a quota 4 scavalcando Melchiorri nella classifica-cannonieri. In futuro la competizione tra i due sarà sempre più agguerrita. «Federico (Melchiorri, ndc) ha avuto un ottimo rendimento, l’importante è sapere che tutti danno il 100%. Nessun dualismo, abbiamo giocato insieme in qualche spezzone e la cosa potrebbe ripetersi».
Il 27enne napoletano spiega l’esultanza con il pallone nascosto sotto la maglia. Qualcuno ha pensato ad un imminente arrivo della cicogna, invece... «Non c’è nessuna novità. Ho gioito in quel modo perché non mi era mai capitato di segnare tre reti in una partita e di portarmi a casa il pallone. Le dedico ai tifosi e a tutte le persone che mi sostengono». Poi una riflessione sul calcio di rigore. «Non ho capito il gesto di Rinaudo. Mi ha sferrato un colpo senza motivo, in precedenza tra noi non c’erano stati screzi». Mentre si gode il suo pomeriggio d’oro, un pensiero al futuro è inevitabile. Il suo contratto è in scadenza e finora dalla società non è arrivato nessun segnale per il rinnovo. «Credo che ormai il Pescara abbia fatto le sue scelte, non ho ricevuto chiamate dai dirigenti, però sono tranquillo. Ho sempre dimostrato un grande attaccamento a questi colori e sarà così fino a quando resterò a Pescara».
Il presidente Daniele Sebastiani rende onore al match-winner, ma rinvia la questione spinosa. «Ci sarà tempo e modo per parlarne», spiega Sebastiani, «Riccardo non ha mai giocato per il contratto dimostrando di essere un professionista. Dovrà continuare a farlo in qualunque squadra giocherà, a Pescara o da un’altra parte». Il presidente biancazzurro è contento solo a metà per il successo. «Serve maggiore convinzione, i ragazzi devono essere più cattivi, in campo a volte si specchiano troppo. All’inizio erano un po’ bloccati, anche se era difficile giocare contro un avversario così prudente. In ogni caso, avremmo vinto pure se Rinaudo non si fosse fatto espellere. Sono tre punti importanti per il morale. Il torneo è lungo, possiamo risalire la classifica». Chi invece non sta nella pelle per la gioia è Simone Aresti. Il portiere sardo ha saputo di dover scendere in campo soltanto cinquanta minuti prima del fischio d’inizio. «È stata una bella sorpresa», dice Aresti, «il mister non mi aveva anticipato nulla. Grazie ai miei compagni ho trascorso un pomeriggio di relativa tranquillità. Sono stato bravo e fortunato sulla leggerezza di Politano. Ora siamo tutti un po’ più sollevati».
Giovanni Tontodonati
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