Pescara, doppio Clemenza ma a Gubbio è solo pari

29 Settembre 2021

Umbri due volte avanti, l’attaccante evita il ko. Il Delfino scivola al 3° posto 

GUBBIO. Sugli spalti i fuochi d’artificio dei tifosi del Gubbio, in campo lo show personale di Arena. L’esterno rossoblù manda ko il sistema difensivo dei biancazzurri e li costringe a salutare la vetta della classifica. Il Pescara delude ancora: a Gubbio finisce 2-2 con i soliti errori individuali a vanificare la doppietta di Luca Clemenza.
Auteri sorprende tutti e lancia Rasi e Marilungo sulla catena di sinistra, mentre Torrente decide di accettare l’uno contro uno a tutto campo e si mette anche lui con il 3-4-3. Clemenza è preferito a Galano e alla lunga l’ex Juventus ha ripagato la scelta di Auteri, ma fa un certo effetto vedere il buon Cristian acclamato dai suoi ex tifosi sempre con la tuta in panchina.
La prima mezzora è un fac simile del match contro la Viterbese: errori, regali, gol subito e preoccupante indisciplina tattica. Arena, classe 2000, sembra Messi e si prende gioco di tutti, nessuno escluso, nella retroguardia biancazzurra. Manda a terra Drudi e lo costringe all’autogol dopo 7’, Frascatore a sinistra pagherebbe oro per non vederlo più dalle sue parti, ma è tutto il Gubbio che corre il doppio dei biancazzurri e fa esaltare i tanti tifosi di casa.
Chi invece vorrebbe il vero Pescara è la tifoseria biancazzurra, numerosa e calorosa, e deve aspettare Marilungo (27’) che prova il destro a giro. Una conclusione elegante ma che termina lontano dal bersaglio grosso. Il Pescara inizia a prendere campo, la squadra sposta in avanti il baricentro e trova il pareggio al 38’. Marilungo si fa perdonare da Clemenza e lo manda in porta con il pallone: l’ex Juve firma il pari e i tifosi biancazzurri iniziano a crederci.
Il Pescara va all’intervallo con l’inerzia del match per il pareggio acciuffato, ma chi si aspetta un secondo tempo arrembante e propositivo resta ancora una volta deluso e il Gubbio torna a fare la partita sfiorando il vantaggio al 10’ sempre con Arena che prima manda Frascatore a respirare il profumo dell’erba e poi calcia a lato da ottima posizione.
Qualche minuto più tardi sugli sviluppi di un corner Migliorini in tuffo di testa manda il pallone di un soffio lontano dal bersaglio grosso, mentre il Pescara torna ad essere non pervenuto.
Se queste sono le premesse del secondo tempo, il gol del vantaggio per i padroni di casa appare scontato.
Arena scappa via a Frascatore e poi punta l’area, Memushaj allarga la gamba e c’è il contatto. Rigore e dal dischetto Cittadino spiazza Di Gennaro.
Auteri decide di abbandonare la difesa a tre (forse troppo tardi) e di inserire Diambo alzando il capitano Memushaj.
E la partita inizia a raccontare cose che non si erano ancora viste. Ovvero ordine nella manovra, meno ripartenze concesse e anche qualche occasione come il sinistro di Diambo ( 29’) mandato in angolo da Ghidotti.
Il Pescara attacca a pieno organico, Clemenza si inventa il pareggio. Vi ricordate Pisa? O se volete la Juventus in pre campionato? Sinistro a giro fotocopia e palla in rete.
Finalmente possono festeggiare i tifosi perché in cuor loro iniziano a sperare nella “zona Auteri”, ma non si può sempre trovare la giocata vincente al 90’ e la punizione di Memushaj termina alta sulla traversa.
Finisce così 2-2 ma lo champagne servito da Clemenza è rimasto indigesto per la solita prestazione con troppe ombre e poche luci. Una considerazione.
Siamo sicuri che qualche aiuto numerico in più a centrocampo non possa giovare a tutti compresa la fase difensiva? Domenica c’è la Reggiana. Gara già fondamentale?
Auteri dice di no. Vogliamo credergli, ma di sicuro servirà un altro Pescara.
Enrico Giancarli
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