Pescara, due settimane per poter iniziare gli allenamenti collettivi

Tamponi e test da trovare: il club al lavoro per rispettare il protocollo Il biancazzurro Melegoni: «Che dolore la morte dell’amico Rinaldi!»
PESCARA. Il via libera agli allenamenti collettivi mette fretta alla B. A differenza delle società di A, quelle cadette non hanno ancora iniziato la lunga serie di esami previsti dal protocollo dei medici della Figc limitandosi a dare il via libera alle sedute individuali nei centri sportivi. Ora è arrivato il momento di pensare alla seconda fase della ripresa, che riporterà insieme sui campi anche i calciatori del Pescara. Con l’inizio degli allenamenti collettivi prenderà il via l’isolamento della squadra che resterà all’Ekk hotel di sicuro per due settimane, poi verrà stabilito se prolungare il ritiro in albergo. In base alle misure, tre-quattro giorni prima di ricominciare i lavori la comitiva biancazzurra dovrà sottoporsi a tamponi, test sierologici, esami elettrocardiografici, spirometrici e analisi del sangue. Nei giorni scorsi la società ha individuato i canali per reperire i test, adesso bisognerà capire quanto tempo servirà per averli a disposizione, somministrarli e ottenere i risultati. Il club spera di completare l’iter entro dieci, al massimo quindici giorni, e dare avvio alle sedute collettive a fine maggio con l'auspicio che il torneo possa ripartire (probabili date, week end del 28 giugno o 5 luglio).
Morte Rinaldi, il dolore di Melegoni. «È una notizia sconvolgente, non si può morire così, all’improvviso, a soli 19 anni». Filippo Melegoni dà l’addio ad Andrea Rinaldi, giocatore del Legnano e suo ex compagno di squadra nelle giovanili dell’Atalanta deceduto a causa di un aneurisma cerebrale. «Ci eravamo sentiti a febbraio», racconta il centrocampista bergamasco, «mi aveva chiamato per farmi gli auguri di compleanno. Era un bravissimo ragazzo, potrebbe sembrare una frase fatta, ma non lo è. Andrea era generosissimo in campo e fuori. Insieme abbiamo vinto uno scudetto Allievi e con lui ho avuto sempre un ottimo rapporto. Non ci sono parole, è una cosa pazzesca, abbraccio i suoi familiari, il mio pensiero è per loro». Anche Marco Tumminello e Davide Bettella, gli altri due biancazzurri in prestito dall’Atalanta, hanno ricordato Rinaldi con un messaggio su Instagram. La terribile notizia ha scosso il mondo del calcio e la città di Bergamo, che piano piano si sta rialzando dopo gli effetti devastanti del virus. «La situazione sta migliorando», il racconto di Melegoni, «speriamo di superare presto questo periodo drammatico. Anche noi calciatori non vediamo l’ora di tornare alla normalità». La ripresa degli allenamenti collettivi accresce le possibilità di portare a termine la stagione. «È una bella notizia, rispettando il protocollo di sicurezza si può ripartire e chiudere il torneo in un mese e mezzo grazie ai turni infrasettimanali. Con le partite in tv, gli appassionati potranno avere un piccolo sfogo». L’isolamento prolungato non gli fa paura. «Siamo stati due mesi in casa, possiamo resistere ancora un po’. Certo, a differenza mia, ci sono ragazzi che hanno moglie e figli, addirittura neo-papà come Busellato e Pucciarelli, che vorrebbero stare in famiglia, è comprensibile». A fine campionato tornerà all’Atalanta. «Penso solo al presente, poi vedremo cosa accadrà. È chiaro che la mia ambizione è arrivare in alto, ma a Pescara sto divinamente…».
Giovanni Tontodonati
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