Pescara, Iannascoli & C. pronti con le querele

17 Maggio 2015

Semifinale scudetto, il dopo derby di venerdì con l’AcquaeSapone potrebbe avere strascichi giudiziari

MONTESILVANO. All'indomani del derby d'Abruzzo di calcio a 5 serie A, gara 1 della semifinale scudetto, finita con la clamorosa rimonta dell’AcquaeSapone (3-3) l'atmosfera è tutt'altro che rilassata.

Il Pescara continua a evitare ogni commento, proseguendo sulla strada del silenzio, una scelta dettata non certo dagli avvenimenti legati alla gara, piuttosto dagli episodi del post partita. A far scattare la protesta è stato l'intervento degli uomini della sicurezza all'interno del PalaRoma, ritenuto dal club biancazzurro «assolutamente poco professionale», tant'è che lo stesso ds del Pescara, Matteo Iannascoli, sceso in campo al solo scopo di dividere i giocatori e sedare gli animi, ha finito per rimediare un pugno proprio da uno degli addetti alla sicurezza, episodio che di lì a qualche istante lo ha portato anche a perdere i sensi, destando non poca preoccupazione tra i biancazzurri, ma anche da parte della dirigenza dell'AcquaeSapone.

Per questo sia il ds del Delfino, sia il suo club hanno deciso di sporgere querela. Tra l'altro una simile azione era già stata intrapresa lo scorso anno, quando, sempre all'interno del PalaRoma, c’erano stati altri scontri tra la sicurezza e i sostenitori biancazzurri, a molti dei quali era stato impedito anche di tornare ad assistere all'incontro dopo la pausa tra primo e secondo tempo. Inutile dire che il brutto finale di un appuntamento che avrebbe dovuto farsi ricordare solo per l'impegno profuso in campo delle due contendenti, è stato condannato anche dal club nerazzurro. «Episodi del genere non ci dovrebbero mai essere in una manifestazione sportiva», ha detto il tecnico Massimiliano Bellarte che ha preferito soffermarsi di più sulla gara: «Possiamo dire, magari un po' semplificando, che abbiamo avuto un tempo a testa: loro il primo e noi il secondo. A di là di questa analisi di massima, però, come spesso avviene, anche gli episodi hanno avuto il loro peso: non posso non pensare a quando, all'inizio della ripresa, Murilo è stato atterrato in area con un intervento secondo me analogo a quello che c'è stato poi su Rogerio, e che però al Pescara è valso un calcio di rigore, mentre nel nostro caso non è stato valutato nello stesso modo. Credo comunque che la nostra sia stata una grande prova di forza, non abbiamo mollato mai e alla fine siamo riusciti nella rimonta».

Una rimonta giunta, ancora una volta, con l'inserimento del portiere di movimento, una tattica cara all'AcquaeSapone e che in tante occasioni si è rivelata vincente. Il tecnico pugliese, però, ci tiene a rimarcare che non crede sia stata solo quella l'arma decisiva per cambiare l'esito della gara: «Dopo un inizio sottotono, la nostra reazione si è vista fin da quando eravamo sotto di un solo gol e anche quando Mammarella era tra i pali. In particolare nella ripresa abbiamo attaccato con una intensità notevole, che ha inevitabilmente costretto i nostri avversari a concentrarsi di più sulla fase difensiva. E' vero che il gol non arrivava, e per questo dobbiamo riconoscere anche il merito a Capuozzo di aver fatto tutto il suo dovere. Ad ogni modo il nostro pressing ha finito per pesare da un punto di vista sia fisico, sia mentale sui nostri avversari, che infine, quando abbiamo inserito il portiere di movimento hanno avuto un crollo».

Francesca Lupone

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