Pescara in caduta libera Il crollo nelle ultime 8 gare

11 Dicembre 2017

In meno di due mesi la squadra è passata dal terzo al quint’ultimo posto  Tifoseria spaccata su Zeman che domenica si giocherà la panchina con il Novara

PESCARA. Poco meno di due mesi fa, alla vigilia della trasferta di Empoli, il Pescara era terzo in classifica con 16 punti. In testa c’erano proprio i toscani di Vincenzo Vivarini e il Venezia di Pippo Inzaghi a quota 17. Da quel maledetto 24 ottobre, giorno del ko ad Empoli, è iniziata la lenta discesa dei biancazzurri che ora occupano il quint’ultimo posto in compagnia di Entella, Avellino, Brescia e Cesena. La sconfitta di venerdì scorso contro i romagnoli di Fabrizio Castori ha acuito la crisi di risultati del Delfino che nelle ultime otto partite ha conquistato la miseria di cinque punti.
Nel lasso di tempo che va dal 24 ottobre ad oggi, l’undici di Zdenek Zeman, insieme all’Ascoli, è la squadra con il rendimento peggiore del campionato. Un trend imbarazzante che ha allontanato il Pescara dalle dirette concorrenti per i play off. Ad esempio dal Parma di Roberto D’Aversa che in otto gare ha raccolto ben 11 punti in più rispetto al Delfino.
Le mosse della società. I recenti passi falsi hanno creato malumori e preoccupazioni tra i dirigenti pescaresi. Se le precedenti rimonte subite avevano solo fatto storcere il naso al presidente Daniele Sebastiani, dopo la debacle di venerdì a Cesena si è passati alle vie di fatto. La società ha annullato tutti i permessi nel fine settimana convocando per il giorno successivo al match (sabato alle ore 10) una riunione d’urgenza. Sebastiani, insieme ai direttori sportivi Leone e Pavone, ha tenuto a rapporto la squadra per individuare le cause che hanno impedito al Pescara di fare il salto di qualità.
Durante il colloquio i calciatori si sono presi la responsabilità dei risultati deludenti delle ultime settimane: «Presidente, qui può arrivare anche Mourinho, ma il problema è nostro e dobbiamo capire le cause», queste le parole rivolte a Sebastiani da alcuni giocatori. Intanto, il presidente è volato in Romania. Nelle prossime ore incontrerà il patron del Craiova, club dove c’è in prestito Mitrita, per trattare altre cessioni.
La partita decisiva. Tornando alle questioni di campo, Sebastiani ha chiesto alla squadra un pronto riscatto. Contro il Novara servirà una prestazione convincente, altrimenti Zeman verrà esonerato. «Sarebbe doloroso mandarlo via, ma non posso cambiare trenta giocatori». Così Sebastiani ha dato l’ultimatum a Zeman a meno di una settimana dalla famosa conferenza stampa nella quale il presidente si era presentato sedendosi accanto al tecnico difendendolo dalle critiche. E proprio sulle cause del tracollo la tifoseria si è divisa. Nei bar, nei luoghi di ritrovo e sui social network alcuni se la prendono con il tecnico boemo, altri con la società e altri ancora pretendono un impegno maggiore da parte dei calciatori, soprattutto dopo l’incredibile sconfitta di Cesena caratterizzata da ingenuità colossali.
I possibili scenari. Da qualche giorno i dirigenti biancazzurri hanno iniziato a ragionare su alcuni profili che potrebbero essere ingaggiati nel caso in cui Zeman venisse sollevato dall’incarico. Tra i papabili figurano Domenico Di Carlo, Massimo Drago, Stefano Colantuono e Roberto Stellone. Gli stessi nomi si fanno a Salerno con l’aggiunta di Paolo Tramezzani. Il patron granata Claudio Lotito è pronto a sostituire Alberto Bollini e una decisione verrà presa nelle prossime ore.
Notiziario. Ieri i biancazzurri si sono ritrovati al Poggio. C’era anche Zeman, rientrato da Roma, che ha mostrato ai calciatori il video dell’ultima gara persa in trasferta contro il Cesena.
Oggi allenamento alle 15, mentre la cena di Natale programmata per domani sera è stata annullata a causa dei cattivi risultati.
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