Pescara, obiettivo rimonta Inizia il mese della verità

Alle porte un marzo di fuoco con 4 gare su 6 in trasferta: sabato la Torres
PESCARA. Il Pescara targato Giovanni Bucaro ha iniziato il suo cammino. Soprattutto ha iniziato la sua rincorsa alle posizioni migliori in classifica. Solido, con sprazzi di bel calcio ma anche con tanti aspetti da dover migliorare. Ma le prime modifiche apportate dall’ex vice di Zeman si sono viste soprattutto nella fase difensiva. In campo un Pescara più equilibrato che comunque ha mantenuto il dna offensivo imposto dalla vecchia gestione Zeman. La prima evidente novità riguarda i due terzini. Con Zeman salivano entrambi, Bucaro ha invece imposto lo stop a chi non aveva il pallone. Spesso Floriani ha spinto a destra, Milani è rimasto fermo con Brosco e Di Pasquale senza accompagnare. E tanto lavoro oscuro è stato fatto dagli esterni offensivi: Cangiano e Merola si sono prontamente abbassati per aiutare i compagni e all’ex Foggia la nuova situazione tattica ha anche giovato.Tante volte protagonista subito dopo la riconquista, forse perché più vicino all’azione, a tratti dominante.
Il mese-verità. Sarà un mese di marzo determinate per il Pescara e i biancazzurri si giocheranno il loro piazzamento in classifica spesso lontano dall’Adriatico. Sei partite di cui ben quattro in trasferta e tra loro le prime della classe Cesena e Torres. E sabato prossimo in Sardegna (inizio ore 14) per la squadra di Bucaro sarà la prova del nove. Tornerà Accornero dopo l’infortunio ma sarà assente Tunjov squalificato.
Il centrocampo. Il migliore in campo contro la Lucchese è stato Salvatore Aloi. Finalmente impiegato in quello che è il suo ruolo e lasciato libero di interpretarlo con le sue caratteristiche, l’ex Avellino ha giganteggiato creando spesso la superiorità, regalando assist e dando sostanza ad un reparto che troppe volte era apparso in difficoltà. Per quanto riguarda Tunjov, invece, guardando quello che ha prodotto in campo dovrebbe arrivare un’altra bocciatura. Il sei in pagella (generoso) è motivato dal suo spirito di abnegazione e da come ha saputo mettersi a disposizione per la squadra nella fase di non possesso. Ma il Pescara lo ha scelto per le sue qualità che per il momento restano nascoste.
L’arma in più. A conti fatti Davide Merola è il vero leader del Pescara. Nove gol fatti, molti realizzati nelle ultime apparizioni e soprattutto la sensazione che regala quando ha la palla. Per gli avversari sono dolori e dopo un inizio di stagione altalenante e il grande spavento per il suo ginocchio (contro la Spal) ora Merola può costruirsi il ruolo di leader di questo Pescara. E quando Bucaro gli ha chiesto di partecipare alla fase di non possesso lo ha fatto nel migliore dei modi. E il bomber biancazzurro. ha già la Torres nel mirino.
La contestazione. Clima surreale all’Adriatico. Curva senza tifoseria nei primi 45’, cori incessanti contro il presidente Sebastiani (che non andrà allo stadio fino alle fine del campionato) nella ripresa e anche quando la squadra ha cercato il saluto a fine partita. Nonostante i tentativi di placare gli animi, da parte di uomini presenti a bordocampo, la curva ha proseguito la contestazione con toni ancora più aspri. Sebastiani ha fatto una scelta forte: niente stadio, già la contestazione con la Spal lo aveva colpito molto e questa volta ha deciso di non seguire la squadra. È la prima volta nella lunga gestione. Ci sono i margini per ricostruire un rapporto tra società, squadra e tifoseria? Visto quanto accaduto sabato scorso verrebbe da dire di no. Ma poi nel calcio i risultati ammorbidiscono tutto. In fondo nell’ultima parte della gestione Colombo lo stadio era quasi deserto e sempre Sebastiani era nel mirino della tifoseria. Poi contro il Foggia erano in 22.000 sugli spalti a vivere un sogno a tinte biancazzurre. Certo, questa volta la frattura appare più evidente e il silenzio del presidente Sebastiani ha un significato importante.
Enrico Giancarli
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