Pescara s’illude, ma è solo pari

Decidono due punizioni: gol di Galano con papera di Agazzi, 1-1 di Migliore con deviazione
PESCARA. Botta e risposta su punizione, lampi e tuoni negli ultimi dieci minuti di una gara equilibrata. Al Pescara resta il sapore amaro di un’occasione persa. Dapprima la punizione di Cristian Galano al 35’ della ripresa con la complicità del portiere Agazzi; poi la conclusione, sempre dal limite, di Migliore che trova la deviazione in barriera che mette fuori causa Kastrati. Il Pescara sale al terzo posto, al fianco del Cittadella, dopo aver assaporato per qualche minuto la gioia del secondo, in attesa dei risultati di oggi. Non arriva la terza vittoria di fila, ma si allunga la striscia di risultati positivi. E il pareggio è forse il risultato che meglio fotografa l’andamento dell’anticipo della 13ª giornata caratterizzata da due calci di punizione. Non una partita da ricordare, molto tattica con grande densità di uomini in mezzo al campo e pochi spazi a disposizione. Zauri quasi snatura quel Pescara capace di irrompere e stabilizzarsi in zona play off, perché a sorpresa decide di mettere da parte il 4-3-2-1 a beneficio della difesa a tre. E così i biancazzurri si mettono in campo con il 3-4-2-1 al cospetto della Cremonese schierata con il 3-5-2. La scelta del tecnico probabilmente è da imputare al fatto che vuole coprirsi bene di fronte alla coppia Ceravolo-Ciofani. Eppure è del Pescara il miglior attacco della serie B, mentre quello della Cremonese è il più anemico. Scelta opinabile quella di Zauri, quasi timorosa, perché toccare e cambiare una squadra che andava così bene? Sì, la difesa a tre serve per annientare i temuti Ceravolo e Ciofani, ma così facendo il Pescara perde fluidità di gioco e anche incisività. Decisione che non convince fino in fondo.
Quasi si annullano le due squadre per lunghi tratti. Viene fuori una partita combattuta, ma non bella sul piano del gioco. Poche occasioni da rete. La Cremonese ci va vicino con Arini che da buona posizione conclude alto al 26’, mentre il Pescara chiama Agazzi a sporcarsi i guanti con un tiro dalla distanza di Memushaj. Sostanziale equilibrio con il Pescara che, anche per via dell’assenza di Palmiero in mezzo al campo, non riesce a sviluppare il tradizionale gioco arioso con le mezze punte Machìn e Galano a menare le danze. Machìn, tornato dalla nazionale nell’immediata vigilia, è stanco, mentre Galano viaggia a corrente alternata. Nella ripresa il copione non muta. Quando Agazzi, al 25’, devia in angolo la girata di Borrelli lo 0-0 che aleggia sull’Adriatico-Cornacchia sembra ineludibile, tanto è bloccata la partita. Solo un episodio può sbloccarla e si materializza a dieci minuti dalla fine con la punizione di sinistro calciata da Galano che Agazzi non vede: la palla gli rimbalza davanti e lo trafigge. Sembra la svolta della partita, invece è l’inizio di un finale spumeggiante, perché la Cremonese vende l’anima al diavolo per cancellare la papera del portiere. E al 45’ ecco l’altro episodio decisivo. Un’altra punizione, questa volta dal limite. Il sinistro di Francesco Migliore, laterale sinistro ex Giulianova, trova la deviazione decisiva in barriera e la palla s’infila alle spalle di Kastrati. Il tocco fortuito che annulla l’errore del portiere in precedenza. Durante il recupero il Pescara trema: è bravo Kastrati a deviare in angolo il colpo di testa ravvicinato di Arini. Giusto così, perché la sconfitta sarebbe stata una beffa per i biancazzurri. Adesso ci sarà da rimettere in sesto alcuni giocatori tornati non al top della condizione dalle varie nazionali e soprattutto da recuperare Palmiero a centrocampo. Domenica sera la trasferta a Perugia (oggi impegnato a Udine contro il Pordenone) contro l’ex Massimo Oddo.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

