Pescara sbaglia, tris del Verona
Gara a viso aperto con errori nelle retrovie e in avanti. I biancazzurri scivolano al terzo posto
Pescara versione Babbo Natale: sbaglia davanti e commette errori decisivi nelle retrovie. Il clima natalizio rivela l’indole generosa dei biancazzurri che mettono su un piatto d’argento i tre punti all’Hellas Verona che impacchetta e porta a casa. Successo meritato degli scaligeri in una partita decisa nel primo tempo quando il Pescara non sfrutta le sue occasioni e l’Hellas, invece, perdona una volta (con Lee fermato da Kastrati), ma non la seconda con un diagonale del 19enne Danzi lasciato libero di tirare da Brugman. Su questo episodio i veronesi costruiscono la vittoria, perché da lì in poi la sfida si mette sui binari preferiti dalla squadra di Grosso.
Un passo indietro per il Pescara in classifica, visto che è scivolato al terzo posto (in compagnia del Lecce) a quattro lunghezze dalla capolista Palermo e a una dal Brescia, secondo. Un leggero ridimensionamento per una squadra che lontano da casa continua a denunciare limiti. In primis negli ultimi venti metri. Il salto di qualità, quello per poter lottare per la promozione diretta, tarda ad arrivare. E l’ultimo impegno prima di Natale è un’incompiuta. L’Hellas Verona gioca e fa giocare, il Pescara è sempre fuori giri. Fabio Grosso sceglie una formazione votata all’attacco con una punta esterna, Ragusa, nel ruolo di terzino. I gialloblù giocano palla a terra: quel che concedono nelle retrovie guadagnano in avanti. Il Pescara, però, non segna. L’Hellas sfrutta gli inserimenti dei centrocampisti che mettono in difficoltà la linea mediana biancazzurra. E così al 14’ il baby-regista Danzi sblocca il risultato. Altro errore di Brugman al 39’ con la palla persa dal regista che innesca il Verona: tacco di Di Carmine per l’inserimento di Zaccagni che cerca il rigore (contatto con Gravillon) e l’ottiene dal generoso Minelli: dal dischetto Di Carmine fa 2-0. Il Pescara attacca e crea pericoli dalle parti di Silvestri, ma il primo tempo si chiude con il doppio svantaggio. E il secondo si apre con il 3-0 al 5’ grazie all’autogol di Del Grosso che, nel tentativo di precedere Di Carmine, infila Kastrati. Passivo pesante, ma i ritmi alti della partita agevolano le caratteristiche degli uomini di Grosso. Zaccagni è il migliore, Lee una spina nel fianco e Di Carmine un terminale prezioso.
Il Pescara passa dal 4-3-3 al 4-3-1-2 con l’inserimento di Palazzi per Marras. Al 22’ il gol di Mancuso su assist di Machìn. Nell’azione si fa male l’ex Ragusa. Il 3-1 non cambia il corso della gara in cui Mancuso reclama invano un penalty e la tifoseria di casa si segnala per i cori irripetibili per il colore della pelle di Gravillon. Niente da fare per il Pescara, la strada è tracciata. Al 25’ l’Hellas reclama un rigore per un contatto tra Balzano e Lee davanti a Kastrati. Nel finale c’è il palo colpito da Laribi. I gialloblù, al secondo successo di fila, vanno sotto la curva a cercare gli applausi dei tifosi.
Gli unici pescaresi felici nella serata gelida del Bentegodi sono l’allenatore Fabio Grosso e il ds Tony D’Amico, entrambi del Verona.
Il Pescara torna a casa con la terza sconfitta di fila in trasferta. Il week end prima di Natale lo trascorrerà vicino al caminetto per via della giornata di riposo imposta dal calendario della serie B a 19 squadre. Tornerà in campo il 27 dicembre (ore 19), all’Adriatico-Cornacchia, contro il Venezia e poi il 30 dicembre ultima di andata a Salerno (ore 15). Per non perdere ulteriore quota in classifica c’è bisogno di un fine anno con i botti. E poi di rinforzi mirati durante il mercato di gennaio. Messo così, infatti, non sembra attrezzato per la lotta alla serie A diretta. D’altronde, in estate per un terzo posto alla 16ª giornata tutti avrebbero messo la firma. Ora per migliorarsi servirebbe qualche innesto di spessore.
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