Pescara sbaglia tutto e la Reggina fa festa

4 Ottobre 2020

Gara decisa già nel primo tempo quando Galano fallisce un rigore e gli errori difensivi dei biancazzurri vengono puniti dagli amaranto 

La timida apertura di credito concessa al Pescara al debutto è stata spazzata via in riva allo Stretto a distanza di una settimana. Tre sberle per svegliare chi si è illuso. Pescara disastroso, praticamente battuto in un tempo, il primo, in cui commette errori in tutte le parti del campo grazie ai quali la Reggina può passare all’incasso festeggiando la prima casalinga. Al Granillo emergono i limiti di una squadra, quella biancazzurra, inconsistente: fragile sulle corsie laterali in difesa, compassato a centrocampo e evanescente in avanti. In partita per appena 20’. In pratica, è il Pescara a consegnare i tre punti alla Reggina: dapprima si procura (con Scognamiglio) e sbaglia un rigore (con Galano), poi mette in fila una serie di errori con Bellanova protagonista che mettono il turbo ai calabresi. Che a metà del primo tempo piazzano l’uno-due decisivo e che vanno all’intervallo sul 3-0. Partita finita, il Pescara è una bella statuina in balia degli amaranto che fanno il bello e il cattivo tempo. Il secondo tempo è accademia, arriva il 3-1 di Maistro, l’unica luce in un pomeriggio buio. Una sconfitta senza alibi, un Pescara senza personalità. Dal rigore calciato da Galano sul palo al 17’ è praticamente uscito dal campo. Sciolto come neve al sole. I segnali di fiducia del primo tempo con il Chievo della scorsa settimana non trovano conferme a Reggio Calabria. Piuttosto vengono ingrandite le difficoltà palesate mercoledì scorso in coppa Italia contro il SN Notaresco, superato ai calci di rigore. Pescara in ritardo sul piano atletico e dell’organizzazione del gioco. Manca, soprattutto, qualità. Sembra di rivedere la squadra della passata stagione per le difficoltà che incontra negli ultimi 25 metri.
Manovra affatto incisiva e infarcita di errori tecnici.
La catena di destra con Bellanova e Galano è una palla al piede. Il terzino scuola Milan di proprietà dell’Atalanta sembra un pesce fuor d’acqua, sbaglia tanto e non incide nelle sortite offensive; il Robben della Puglia non cava un ragno dal buco e quando si presenta sul dischetto ha la faccia bianca di quello che ha paura, tant’è che manda la palla del vantaggio sul palo. Gol mangiato, gol subito. Tempo qualche minuto e la Reggina sblocca il risultato. È la giornata del laterale sinistro Daniele Liotti che si scopre goleador. Dapprima, al 23’, ribadisce in rete un pallone respinto da Fiorillo a Denis e al 27’ eccolo di nuovo protagonista della deviazione vincente sotto porta su assist di Bianchi con la difesa biancazzurra, in particolare Jaroszynki, rimasta a guardare. Il tris è completato da Menez, l’ex Roma e Milan che controlla e tira di destro sul primo palo. In tutti e tre i gol c’è Bellanova che palesa limiti tecnici e difensivi. E il Pescara? Uno sparring partner e niente di più. Nella ripresa Oddo cambia qualcosa, ma il corso della partita è tracciato. Entrano Asencio, Omeonga, Masciangelo e Bocic che però non determinano una reazione convincente e lucida. La rete del 3-1 è frutto di un’iniziativa personale di Maistro, ma è episodica. Fa il suo esordio anche Salvatore Bocchetti al posto dell’infortunato Jaroszynski. Ma festeggia la Reggina dei vecchietti Denis e Menez. Pescara rimandato. Probabilmente c’è ancora il retaggio mentale di un finale della scorsa stagione da incubo. La sensazione è che il livello qualitativo lascia a desiderare e chi, invece, ha talento non riesce a esprimerlo. Ci sono due giorni di mercato per gli ultimi correttivi e una settimana di sosta per diventare una squadra. Dopodiché all’Adriatico-Cornacchia arriverà l’Empoli. Bisogna crescere in fretta per evitare di rivivere i fantasmi della passata stagione. Ieri sono riaffiorati pericolosamente: nella testa, nelle gambe e nello sviluppo del gioco.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA