Pescara, se ci sei ora batti lo Spezia

1 Novembre 2014

Il tecnico Baroni incorona Memushaj: «Un esempio per tutti»

PESCARA. Clima ostile. Il clamoroso tonfo contro il Carpi ha lasciato il segno e la reazione mostrata martedì scorso a Bari non è stata sufficiente per alleviare la delusione della tifoseria biancazzurra. La dura nota diffusa ieri dai Rangers ha preannunciato l’atmosfera che si respirerà oggi pomeriggio all’Adriatico durante la gara contro lo Spezia. Evidentemente i cinque schiaffi incassati non sono stati smaltiti e nella gara odierna i biancazzurri avranno un ostacolo in più da superare. «Non ho ancora letto il comunicato», ha detto ieri il tecnico del Pescara Marco Baroni, «ma capisco l’insoddisfazione dei nostri sostenitori. Dopo la sconfitta contro il Carpi abbiamo dato un segnale di vitalità. Ora dobbiamo proseguire il cammino cercando di dimostrare l’attaccamento alla maglia e riportare i pescaresi dalla nostra parte». Oltre allo sconforto per la posizione di classifica deficitaria, nell’ambiente c’è scetticismo per l’atteggiamento rinunciatario con cui la squadra ha affrontato il secondo tempo della partita di Bari. Un aspetto incontrovertibile, riconosciuto anche da Baroni. «Giudico buona la prima mezz’ora, avevamo preparato la gara in quel modo. Dopo aver trovato il gol del vantaggio, invece, ci siamo chiusi e da questo punto di vista non posso ritenermi soddisfatto. Dovevamo essere più determinati e pronti a ripartire, invece a livello mentale abbiamo puntato a conservare l’uno a zero. Nel complesso, però, la squadra non ha mai perso la voglia di lottare. In momenti così delicati serve praticità e noi abbiamo badato al sodo. In serie B senza il desiderio di lottare non si va da nessuna parte: la maglietta va sporcata e sudata». Insomma, sul piano del gioco c’è tanto da lavorare, ma la reazione nervosa auspicata dall’allenatore si è vista. In particolare, grazie agli inserimenti di due calciatori, Sowe e Selasi, che in campo non si sono risparmiati. Una scelta che ha prodotto alcune esclusioni eccellenti, ad esempio quelle di Bjarnason, Appelt Pires, Maniero e Pasquato. «Ho cercato di dare un segnale forte alla squadra. Qualche volta bisogna avere il coraggio di cambiare e credo che il mio ragionamento sia stato recepito. Avevo bisogno di calciatori pronti con la testa e con il cuore». In questa fase così delicata diventa indispensabile battere lo Spezia. E non si offendano gli esteti se in campo la ricerca del bel gioco passerà in secondo piano. Baroni lo fa capire in modo chiaro. «Sarebbe assurdo fare un passo indietro. Affronteremo una squadra costruita per stare in alto e mi auguro di trovare la vera svolta. La linea è questa, ora la cosa primaria è il risultato: dobbiamo essere bravi, concentrati e spietati». A parte la ritrovata voglia di lottare, il match di Bari ha dato una certezza in più all’allenatore. Finalmente, dopo mesi di ricerca pare che la squadra abbia individuato il suo leader: Ledian Memushaj. L’investitura proviene direttamente dalle parole di Baroni. «Memushaj è esempio per tutti. Ci sono ragazzi predisposti a combattere e lui è uno di questi. Veniva da cinque mesi di stop, ma in campo ha già mostrato una dedizione e un atteggiamento ammirevoli». La brutta notizia è il forfait di Nielsen, bloccato dall’ennesimo risentimento muscolare (pubalgia?), che costringerà Baroni a cambiare nuovamente la composizione del centrocampo. Reparto in cui Salamon agirà da play-maker con il conseguente spostamento di Memushaj sulla destra. La mezz’ala sinistra, invece, sarà Bjarnason, rilanciato dopo la “bocciatura” di martedì scorso. L’islandese verrà preferito al giovane Selasi e a Lazzari che non è ancora al top dopo l’infortunio alla spalla. Le altre novità nello schieramento iniziale riguardano il rientro dal primo minuto Aresti che ha scontato il turno di squalifica, mentre in difesa l’unico volto nuovo rispetto all’ultima uscita è quello di Zampano. Quest’ultimo prenderà il posto di Grillo, appiedato dal giudice sportivo al pari di Pesoli. In avanti conferma per il tridente Politano-Melchiorri-Sowe.

Giovanni Tontodonati

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