«Pescara, senza bomber sarà dura restare in A Ma i giochi sono aperti»

Quali sono le cause della crisi? Chi comprare al mercato di gennaio? Rispondono ai quesiti allenatori, ex giocatori, opinionisti e dirigenti
PESCARA. Due trasferte terribili all'orizzonte, una classifica deficitaria e la paura di retrocedere. I tifosi del Pescara non dormono sonni tranquilli e sperano che al più presto il Delfino possa centrare la prima vittoria in campionato, per poi rinforzarsi a gennaio e puntare dritti alla salvezza. Quali sono le cause di questa crisi e cosa servirà nel mercato di gennaio? Abbiamo posto queste due domande ad alcuni addetti ai lavori tra allenatori, ex giocatori, opinionisti tv e direttore sportivi.
Andrea Iaconi, direttore sportivo, è stato per quasi 15 anni l'uomo mercato del club biancazzurro. «Il Pescara è una delle 4-5 squadre che gioca il più bel calcio, però devo anche dire che la squadra è incompleta. Il mercato di gennaio è complesso ed è difficile operare se non hai grandi possibilità economiche. Quest'anno è più semplice salvarsi rispetto alle passate stagioni. Il Delfino ha un patrimonio da salvaguardare: il gioco. Secondo me non è questione di quanti giocatori puoi prendere a gennaio, ma della qualità dei rinforzi. L'attaccante per esempio lo prenderei solo se funzionale al gioco di Oddo».
Fabio Lupo, ex direttore sportivo di Torino, Teramo e Juve Stabia. «Credo che finora sia mancato soprattutto un riferimento in attacco in grado di concretizzare le occasioni da gol create. A gennaio si può rimediare ingaggiando un bomber. Quello invernale è un mercato delle opportunità e bisognerà capire cosa si potrà prendere. Evitando alcuni errori fatti in passato, si potrebbe anche pensare senza paura al mercato estero o a qualche rinforzo dalla serie B. Paloschi? E' un gran giocatore, ma al momento è complicato fare dei nomi perché mancano ancora delle partite alla fine del girone e gli scenari potrebbero cambiare. Io comunque prenderei un giocatore per ogni reparto».
Paolo Tramezzani, vice allenatore dell'Albania e opinionista tv, conosce bene la squadra biancazzurra. «Ho visto tutte le partite della squadra di Oddo. Ho una certa simpatia verso il Pescara anche perché ci sono due ragazzi della Nazionale albanese, come Memushaj e Manaj. Per salvarsi in A bisogna fare bene la fase difensiva. Questa è una squadra che gioca bene ed è un piacere vederla. Contro Inter e Napoli doveva vincere. Se ti difendi bene, attacchi meglio. Io sono di questa opinione. Mercato? Per salvarsi deve rimanere "vivo" fino al giro di boa, poi prenderei un paio d'innesti in difesa, due pedine d'esperienza. In attacco confido molto in Manaj».
Marco Giannitti, direttore sportivo del Frosinone, l'anno scorso per un soffio non ha centrato la salvezza in A con i ciociari. «Il Pescara per me è una buona squadra, ma sta pagando lo scotto dei giocatori alla prima esperienza in A. Può farcela a salvarsi, perché credo che la media punti per raggiungere la permanenza in serie A sia più bassa rispetto all'anno scorso. A questa squadra, vedendo le gare che ha disputato, mancano dei punti. Tra infortuni e assenze sono mancati gli uomini in zona gol, è questo il vero problema. Manca uno stoccatore. A gennaio non bisogna stravolgere la squadra, ma fare degli accorgimenti. Io farei due operazioni importanti per una punta e un difensore. I nomi? In attacco mi piace tanto Babacar, per la difesa prenderei Ajeti».
Alessandro Calori, ex allenatore di Brescia, Novara e Padova, in passato, nel 2011, è stato vicino alla panchina biancazzurra. «Quella di Oddo è una squadra che ha molta qualità. Ho notato, però, che ha pagato l'impatto fisico della serie A. La fisicità alla lunga la paghi, perché non basta solo la tecnica in questo campionato. Per il gioco dispendioso che fai occorrono anche un po' di muscoli. Il Pescara è bello da vedere, non fa barricate, ma fa fatica a finalizzare quello che produce. Secondo me manca un difensore importante d'esperienza e, in attacco, prenderei in avanti un Gilardino "giovane", anche se Manaj è un ragazzo molto forte e vedrete che tra qualche tempo ne sentiremo parlare. Per esempio, per il gioco del Pescara vedrei bene Paloschi, come lo stesso Pinilla, quest'ultimo, se fisicamente sta bene, è un giocatore devastante. Con qualche accorgimento questa squadra può salvarsi, ne sono sicuro».
Gianluca Colonnello, allenatore ed ex calciatore del Pescara. «Finora il Delfino ha pagato un po' di inesperienza e, poi, quando giochi bene e non fai punti, subentra l'insicurezza. Nulla però è perduto. In questa squadra manca uno stoccatore. In A serve una punta di categoria per salvarti. Vedrei bene Pinilla, si sposerebbe alla perfezione col modo di giocare di Oddo. Difesa? Una pedina d'esperienza serve, ma non bisognerà sbagliare. Con un paio di innesti importanti la salvezza si può centrare».
Michele Gelsi, allenatore ed ex capitano del Pescara. «La serie A è cinica e non perdona gli errori. Il problema del Pescara è uno: manca un bomber, l'erede di Lapadula. Con un attaccante ora i biancazzurri avrebbero qualche punto in più calcolando la mole di gioco che producono. Se si ingaggia una punta da doppia cifra la salvezza non è impossibile. Chi prenderei? Qualcuno che non gioca nelle altre squadre, tipo Gilardino, se dovesse lasciare l'Empoli, oppure Pazzini, anche se il Verona difficilmente se ne priverà. L'attaccante è la priorità, poi se dovesse servire prenderei un puntello per la difesa. Questa squadra gioca bene e l'allenatore ha dato una precisa identità al gruppo. Il gioco alla lunga paga».
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