Pescara stanco: a Pineto vince a fatica

8 Agosto 2022

Meno brillante rispetto agli altri test: batte la squadra di casa solo ai rigori e poi dilaga con lo Spoltore. Colombo scuro in volto

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SPOLTORE (4-3-3): Palena; Rossetti, Connestari, Buonafortuna, Zanetti; Luciani, Ewansiha (22'pt Sborgia), Tiberi; De Vincentiis, Colecchia, Chiacchiaretta (22'pt Di Massimo). Allenatore: Di Camillo

PESCARA (4-3-3): Plizzari, Saccani, Illanes, Pellacani, De Marino; Mehic, Germinario (22'pt Kraja), D'Aloia; Amore, Blanuta, Chiarella. Allenatore: Colombo

Arbitro: Rossi di Teramo
Reti: 12' Amore, 18' De Marino, 19' Germinario, 45' Mehic
Note: spettatori 500 circa
PINETO
Il Pescara soffre, non brilla ma grazie ai rigori batte il Pineto (serie D) 2-4 e dopo il 4-0 rifilato allo Spoltore (Eccellenza) si aggiudica il Memorial Matteo Serra. Bello ed emozionante il momento del ricordo del giovane tragicamente scomparso con il presidente del Pineto Silvio Brocco e il massimo dirigente pescarese Daniele Sebastiani ad abbracciare papà Giuseppe. In campo il match decisivo è quello tra l’11 di Colombo e il Pineto di Amaolo. Il tecnico biancazzurro nel 4-3-1-2 propone Germinario tra le linee e c’è il debutto di Boben in difesa. Amaolo ha capitan Della Quercia che sulla destra crea non pochi pericoli e a conti fatti la squadra di casa ha le occasioni più importanti del match con Allegretti che esalta Sommariva prontissimo ad evitare il colpo del ko.
Biancazzurri sotto ritmo, solo Germinario è andato vicino alla rete prima con una bella conclusione in corsa poi nel finale con un preciso inserimento ma il Pescara di ieri non può certo aver reso felice il suo allenatore. Calcio d’agosto con carichi di lavoro particolari e dunque non indicativo? Probabilmente è così ma lo sguardo cupo di Colombo mentre tutti festeggiano al terzo tempo non è un bel segnale. Il trequartista? Nota dolente, senza Delle Monache e senza l’aiuto del mercato Colombo si è inventato Germinario ma non può essere la soluzione. In mediana Mora ha fatto il suo e ha le capacità per essere sempre sopra la sufficienza, Lombardi sta studiando da regista ma tra un buon apprendista e un professore di strada ce n’è tanta.
Attaccanti quasi a secco. Cuppone e Lescano? Per la prima volta non hanno trovato la rete (rigori finali esclusi), ma l’ex Casertana si è sempre mosso bene dando la sensazione di avere una marcia in più mentre Lescano non è riuscito ad incidere. Solo note dolenti? No, perché l’inserimento di Boben è piaciuto molto e l’ex Ternana ha le qualità per diventare presto il ministro della difesa biancazzurra. Sugli esterni Cancellotti si conferma solido, Milani ha voglia di fare bene e di correre a tutto campo ma tatticamente è un po' come Lombardi: uno studente che ha tanto da imparare.
I rigori. Cuppone, Lescano, Mora e Cancellotti sono perfetti, Lombardi si fa respingere il tiro da Forti ma non è un problema perché i padroni di casa mandano i primi due rigori alle stelle e la partita è sostanzialmente chiusa.
Pescara-Spoltore. Solo Germinario e Pellacani restano in campo, Colombo ne cambia nove e cambia anche l’assetto perché Chiarella e Amore giocano a supporto dell’unica punta Blanuta. Veroli? Out all’ultimo per un affaticamento muscolare. Forti esagera con il palleggio a pochi metri dalla propria porta e Amore lo punisce, poi il Pescara dilaga e le “seconde linee” fanno anche più bella figura. Bello sia il destro a giro di De Marino che l’inserimento di Germinario per un 3-0 che arriva subito. Il poker nel finale è di Mehic. Spazio per 20’ anche a Kraja: roccioso, dinamico e strutturato. Può dare una grossa mano. Ecco Boben. In difesa chi può e deve alzare il livello del gruppo è Matja Boben, arrivato dalla Ternana e con le idee chiare. «Siamo giovani, so che sono qui per guidare la difesa e per mettere la mia esperienza al servizio. La trattativa? Quando il mio agente mi ha detto di Pescara ho risposto subito di sì. Questa è una piazza con tradizione, cultura e con una tifoseria importante».
Boben questo campionato lo ha vinto due anni fa con la Ternana. «Mi aspettavo la domanda, quella è stata una stagione particolare con il Covid. Noi eravamo molto più forti degli altri? Sì, anche questo è vero». La squadra dopo la doccia e il terzo tempo sale sul pullman in attesa di una nuova settimana di lavoro. Colombo, visibilmente arrabbiato, era andato via già da un po'.
Enrico Giancarli
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