Pescara, tanti motivi per sorridere

Difesa granitica e c’è un tridente che scalpita. I numerosi infortuni l’unica nota stonata
PESCARA. Tre punti per riprendere il volo. Il successo di Carpi rilancia le ambizioni del Pescara, che mette nel cassetto le paure, e soprattutto porta i biancazzurri al settimo posto. Un passo falso in Emilia rischiava di aumentare i timori di un gruppo talentuoso, ma formato da tanti giovani che avrebbero potuto accusare il colpo. In fondo, fino al blitz in terra emiliana, il Delfino aveva vinto una sola volta (all’esordio col Foggia) e accumulato qualche rimpianto di troppo con le tre rimonte di fila subite da Frosinone, Salernitana ed Entella.
Il Pescara non è una compagine arrembante come vorrebbe il tecnico, ma la solidità mostrata al Cabassi è un aspetto incredibilmente positivo, quasi inedito nelle ultime stagioni. Figuriamoci se un simile epilogo arriva con Zdenek Zeman in panchina, un tecnico famoso in tutto il mondo per l’enorme numero di reti segnate e incassate dalle sue squadre. Nel campionato italiano, una squadra del boemo non prendeva nemmeno un gol per due gare di file da quasi cinque anni. Nel 2012, la sua Roma vinse 2-0 col Torino (19 novembre) e 1-0 il proprio contro il Pescara (25 novembre). E per rivedere la porta del Delfino inviolata per 180 minuti bisogna tornare alla gestione Massimo Oddo, in serie B, quando Vincenzo Fiorillo non subì reti nei match con l’Entella in trasferta (0-0, 30 aprile 2016) e Virtus Lanciano in casa (4-0 l’8 maggio).
La solidità ritrovata. Certamente il rientro a pieno regime di Cesare Bovo ha conferito sicurezza al reparto arretrato. Il difensore romano può diventare il leader con la sua esperienza (287 presenze in serie A) e il suo carisma. Per indole, come Coda, l’ex romanista non ama accorciare la squadra e difficilmente cambierà modo di giocare a 34 anni. A Carpi anche Balzano, al debutto dal primo minuto, ha svolto il compito con buon profitto. Lo stesso vale per Mazzotta che, insieme a Coda e a Pigliacelli, non ha saltato nemmeno un minuto nelle prime sette giornate. A centrocampo più che sufficiente l’esordio da titolare del giovane Kanoutè. Il 18enne senegalese è un talento da sgrezzare, ma come prima gara in un ruolo delicatissimo per il sistema di gioco zemaniano si può essere soddisfatti. Ha avuto qualche pausa e perso alcuni palloni di troppo, ma quando riuscirà a rimanere concentrato per tutta la gara potrà diventare una pedina preziosa. Meno brillante del solito, ma comunque utile Brugman nel ruolo di mezzala, mentre Coulibaly ha confermato di essere un giocatore fondamentale per corsa, applicazione e inserimenti.
Le tante risorse. Sarebbero molti di più, se non si fossero infortunati. Sono i tanti giocatori che scalpitano per trovare posto in squadra. A Carpi il Delfino aveva nove assenti ed è questa l’unica nota stonata. Ma a breve qualcuno tornerà arruolabile. Ad esempio, in attacco Mancuso e Latte Lath inizieranno a forzare e verranno convocati per il match di domenica (ore 12,30) col Cittadella. Di certo col Parma fuori casa (14 ottobre) saranno in buona condizione fisica. Finora Zeman ha puntato su Del Sole-Pettinari-Capone, ma c’è un altro tridente esplosivo quasi pronto all’uso, quello formato da Mancuso, Ganz (ieri al Meazza con papà Maurizio per vedere Milan-Roma) e Benali. Il Pescara non avrà ancora la sua fedele impronta, ma il boemo ha tanti motivi per sorridere.
Castori a Cesena. L’ex Lanciano e Castel di Sangro, Fabrizio Castori, sostituisce il pescarese Andrea Camplone alla guida del Cesena.

