Pescara va in bianco Girone d’andata da 6

Il primo 0-0 contro un Chievo che mette in mostra un gran Vignato Quattro punti in due gare blindano Zauri, ma nel ritorno deve fare meglio
PESCARA. Il primo 0-0 stagionale arriva all’ultima di andata. Il Pescara giunge al giro di boa ai margini della zona play off, quindi leggermente al di sotto di quello che è il traguardo fissato dalla società. Che è, per l’appunto, la qualificazione agli spareggi-promozione appannaggio delle squadre classificatesi nelle prime otto posizioni.
I quattro punti ottenuti nelle ultime due gare con ogni probabilità consentiranno a Luciano Zauri di ricominciare il girone di ritorno, il 19 gennaio alle ore 15, in casa contro la Salernitana, ma i biancazzurri dovranno pigiare il piede sull’acceleratore per sfruttare per intero il potenziale a disposizione. Probabilmente, sarà necessario integrare la rosa con un centravanti di ruolo. Sta di fatto che è lecito attendersi qualcosa in più da una squadra che regala sempre la sensazione di poter dare qualcosa in più. Anche sul piano del gioco, oltre che dei risultati.
Il primo 0-0 della stagione coincide con il terzo risultato utile di fila e con la seconda gara consecutiva senza prendere gol. Il pari a reti bianche contro il Chievo è per pochi intimi allo stadio Adriatico-Cornacchia, vuoi per il momento non esaltante dei biancazzurri vuoi per la rigidità della temperatura abbinata all’orario di inizio (12,30). Tutto sommato giusto il pareggio in una gara non eccelsa sul piano tecnico, se si considerano la palla gol sciupata da Machìn al 29’ del primo tempo con un pallonetto alto e quella calciata a lato da Djordjevic al 26’ della ripresa. Pari anche nelle recriminazioni sui rigori non concessi dall’arbitro fiorentino Baroni: netto il contatto di Machìn su Vignato in area pescarese al 12’ della ripresa; più sfumato quello di Vaisanen su Galano nell’area gialloblù al 25’ del secondo tempo. Più Pescara nel primo tempo, più Chievo nella ripresa. E così entrambe le squadre restano appaiate in classifica, a quota 26. Per la terza partita i biancazzurri non sono andati a segno, un’ulteriore conferma del fatto che se Machìn e Galano non sono in giornata è dura fare gol. Il potenziale offensivo del Pescara dipende dal genio dei due trequartisti che Zauri schiera nuovamente dietro a Maniero nel 4-3-2-1. Stavolta, però, Galano gira alla larga dalla porta e Machìn si rivela un po’ troppo lezioso. Non c’è Memushaj in campo, perché Zauri non l’ha convocato per via del battibecco di Livorno. È un Pescara condizionato dall’assenza del miglior uomo assist della serie B. In nome del rispetto del gruppo il tecnico marsicano rinuncia all’albanese, così come aveva fatto in passato con altri giocatori di esperienza confermando la propria difficoltà nella gestione di quei calciatori di personalità. Il Pescara disputa una partita discreta, ma non abbastanza per superare un Chievo che gioca e lascia giocare. E, soprattutto, mette in mostra le qualità del 19enne gioiellino Emanuel Vignato il cui futuro in serie A sembra segnato dal destino alla luce delle giocate mostrate ieri.
La retroguardia biancazzurra regge, a centrocampo c’è Kastanos che però non è Memushaj; l’assenza dell’albanese si avverte nelle ripartenze, perché gli strappi e le imbucate del centrocampista fanno la differenza in serie B. E Zauri decide di rinunciarvi perché Memushaj ha scalciato una borsa al rientro in panchina dopo la sesta sostituzione. Lì davanti Galano si eclissa per tutto il primo tempo cercando di riemergere nella ripresa, mentre Machìn va a corrente alternata. Addirittura Zauri lo cambia, rinunciando alla sua imprevedibilità quando nel finale le squadre si allungano. Non sfonda il Pescara dopo un girone d’andata indecifrabile. Roba da 6 in pagella, un voto (stiracchiato) sulla fiducia. Su quanto di bello ha fatto vedere a intermittenza, nella speranza che faccia tesoro degli errori commessi. Ci si attende qualcosa più in più anche dall’allenatore, la gestione dello spogliatoio gli crea sin troppi problemi. Che altrove non gli sarebbero tollerati. C’è la sosta, servirà per riflettere a Zauri e alla società chiamata a fare un mercato che riequilibri l’organico.
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