Pescara viaggia verso la A grazie a una difesa di ferro

7 Marzo 2019

Nessuno meglio del Delfino nelle ultime cinque partite: appena tre gol subiti Scognamiglio: «Pronti per qualcosa di grande, decisive le prossime quattro gare»

PESCARA. Sembra un paradosso, ma la scoppola rimediata dal Pescara in casa contro il Brescia è stata salutare. Dopo il perentorio 5-1 incassato dalla capolista, l’undici di Bepi Pillon ha infatti quasi blindato la porta di Vincenzo Fiorillo e nelle successive cinque partite la squadra ha incassato appena tre gol. Uno lo ha realizzato il foggiano Francesco Deli nel match dello Zaccheria e gli altri due sono stati messi a segno da Massimo Coda e Massimo Volta nella partita di Benevento. In pratica, in seguito alla disfatta all’Adriatico contro la capolista di Eugenio Corini, il Delfino ha subìto il minor numero di reti tra tutte le squadre del campionato. Solo il Cosenza di Piero Braglia può vantare gli stessi numeri dei pescaresi (3 gol presi in 5 gare).
Si tratta di un dato interessante e in controtendenza rispetto al passato, dal momento che il Pescara prima dell’incontro con le Rondinelle (3 febbraio) aveva la 13ª miglior difesa del torneo. Grazie al recente ruolino, i biancazzurri sono balzati invece al 7° posto di questa speciale classifica. Sabato (ore 15) a Cittadella un altro banco di prova importante contro un avversario galvanizzato dal prestigioso successo in trasferta a Brescia.
Il nuovo assetto. È innegabile che il 4-3-1-2 abbia dato maggiore solidità ed equilibrio al Pescara. Pillon ha scelto di utilizzare Marras in posizione di trequartista e il 25enne genovese si è calato perfettamente nel suo nuovo ruolo. Marras ha mostrato un’ammirevole capacità di soffocare subito lo sviluppo iniziale della manovra avversaria (aggredendo in particolare il playmaker quando c’è) e di fare ripartire l’azione con estrema rapidità. Il nuovo sistema di gioco ha dato benefici anche a Mancuso. Da quando Pillon è passato al 4-3-1-2 piazzandogli accanto Monachello, il bomber biancazzurro ha segnato 5 gol in altrettante partite. Inoltre, il lavoro svolto dal trequartista e dagli attaccanti ha senza dubbio garantito una maggiore protezione al centrocampo e alla difesa creando una compattezza invidiabile.
Il grido di Scognamiglio. Tra le note più liete c’è Gennario Scognamiglio, ormai vera colonna della retroguardia biancazzurra. Ieri il 31enne campano, presente con Gaetano Monachello all’incontro a Villa Sabucchi per la giornata dei Giusti dell’Umanità, ha parlato della corsa verso la A. «Ora i punti valgono tanto», ha detto Scognamiglio, «siamo lì e vogliamo giocarci le nostre chance fino alle fine. Peccato per la sconfitta di Benevento, se avessimo portato a casa un pari sarebbe stato un risultato pesante». Per fortuna, poi il Livorno ha battuto i sanniti. «Questo dimostra che in B non puoi sottovalutare nessuno. E il 2-0 del Livorno al Benevento rivaluta anche quel punticino che abbiamo conquistato qualche settimana fa al Picchi». Ora testa al Cittadella che nel match di andata ha espugnato l’Adriatico. «È una squadra rognosa, che attua un ottimo pressing e ti fa giocare male, ma noi vogliamo fare risultato a tutti i costi. La serie A? Le prossime quattro gare saranno decisive, se dovessimo fare bene potremmo giocarci qualcosa di grande». Al Tombolato Scognamiglio dovrà occuparsi di Moncini, l’attaccante dei veneti che ha giocato con lui a Cesena. «Ha una carica incredibile e con il gioco del Cittadella va a nozze. Dovremo stare attenti, Moncini è molto pericoloso».
La carica di Monachello. «Dobbiamo continuare a spingere con umiltà», le parole del centravanti siciliano, «affrontiamo le partite con lo spirito giusto, tutti si sacrificano e siamo in alto grazie a questo atteggiamento. E non vogliamo fermarci».