Pescaresi che tifano Inter con il cuore diviso a metà

7 Settembre 2016

Ma Vincenzo Marinelli, Peppe De Cecco, Bankowski e Testa non hanno dubbi: «Domenica si soffre solo per il Delfino, che tristezza i nerazzurri in mano ai cinesi»

PESCARA. Come tante città italiane, Pescara è un piccolo feudo interista. Tuttavia, bisogna fare alcune distinzioni. Ci sono, infatti, quelli che tifano solo l’Inter (pochi), i “doppiofedisti”, appassionati del Pescara, ma anche della Beneamata, e, infine, i simpatizzanti, paladini dei colori biancazzurri, che però si interessano in modo più o meno distaccato dell’Inter. In quest’ultima categoria figurano anche attuali ex dirigenti del Pescara, politici o imprenditori locali, che sabato saranno all’Adriatico per vedere la partita: «Nessun dubbio», ci tengono a precisare, «il nostro cuore batte solo per il Pescara».

Ad esempio Vincenzo Marinelli, uno che ha fatto la storia del Delfino ricoprendo tante cariche e pochi mesi fa è stato nominato presidente onorario del club adriatico. «Da piccolo ero interista», racconta Marinelli, «vengo da una famiglia di tifosi nerazzurri. Negli anni ho avuto modo di conoscere la famiglia Moratti, Fraizzoli, ma soprattutto i dirigenti, Allodi e Franco Manni (che poi portò a Pescara, ndr). Come tanti sportivi italiani, sono cresciuto con il mito della grande Inter di Helenio Herrera, però il Pescara è il mio grande amore. Da tempo non seguo più i nerazzurri e devo dire che mi rattrista il cambio di proprietà. L'Inter in mano ai cinesi è un chiaro segno che i nostri maggiori imprenditori, a causa della crisi economica, gettano la spugna per salvaguardare le proprie imprese».

Anche per Gabriele Bankovski, vicepresidente del Pescara, la passione per l’Inter ha radici lontane. «Me l’ha trasmessa mia madre. Vivevamo in Argentina e nel 1964 e nel 1965 l’Inter sfidò l’Independiente nella Coppa Intercontinentale. Mia madre, originaria di Grottammare, fece una scommessa con il fruttivendolo che aveva il negozio sotto casa nostra puntando sulla vittoria dei nerazzurri. I miei idoli? Jair, Corso, poi Mazzola. Però tifo solo Pescara, ho giocato anche nelle giovanili biancazzurre. E domenica vinceremo 1-0, segnerà Manaj».

L’amore per l’Inter ha accompagnato anche l’ex presidente biancazzurro, Giuseppe De Cecco. «Ultimamente si è un po’ raffreddato», ammette De Cecco, «questi passaggi societari hanno creato confusione tra i tifosi, ma anche la dirigenza non mi sembra che abbia le idee chiare. Ovviamente, nel mio cuore al primo posto c’è il Pescara, che spero possa vincere domenica. Mi sono divertito nelle prime due gare, però bisogna essere più cinici. Se c’era ancora Lapadula, avremmo potuto sognare, però va bene così. L’Inter di De Boer? Un cantiere, ma ci sono giocatori in grado di risolvere la partita, ad esempio Icardi».

Dello stesso avviso l’ex presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, simpatizzante interista, che non si perde un match dei biancazzurri all’Adriatico. «Icardi è micidiale, ma sono fiducioso. Finirà 2-1 per il Pescara con reti di Caprari e Manaj, oppure deciderà Aquilani su punizione. Tanti interisti si sono allontanati negli ultimi anni. Vero è che viviamo in un mondo globalizzato, però un minimo di italianità doveva essere preservata. La proprietà è straniera, così come quasi tutti i calciatori. Sul mercato hanno speso tanto e male. E poi il gioco è penoso: ho visto il secondo tempo di Inter-Palermo, è stato raccapricciante. Molto meglio assistere ai match del Pescara di Oddo».

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