Pesoli: il Delfino è favorito, ma i toscani sono temibili

6 Marzo 2022

L’ex difensore punta sui biancazzurri: «La crisi è alle spalle e la squadra è in crescita» Ha visto sbocciare Sorrentino e Pompetti nelle giovanili: «Possono spiccare il volo» 

PESCARA. In biancazzurro ha giocato e iniziato l’avventura in panchina, prima nel settore giovanile, poi da vice di Bepi Pillon in B centrando la semifinale play off (persa con il Verona) nel 2018-19. Con il Siena ha toccato l’apice della carriera da calciatore disputando un campionato di Serie A e una semifinale di Coppa Italia nel 2011-12 (sconfitta contro il Napoli di Lavezzi e Cavani). Nei giorni scorsi Emanuele Pesoli ha festeggiato il primo successo da allenatore portando la Viterbese dalla Primavera 3 alla Primavera 2. Una bella soddisfazione per il 42enne di Anagni che ha scelto di vivere a Pescara con la famiglia. «Torno ogni due settimane», dice l’ex difensore con quasi 200 presenze in B. «I miei figli, Alessio (16 anni) e Damiano (11), sono ormai pescaresi e giocano nelle giovanili biancazzurre. Stiamo benissimo e la città è straordinaria. Il Pescara mi ha dato fiducia prima da calciatore e poi da tecnico. Le strade si sono divise, ma magari un giorno ci ritroveremo». Stasera la sfida tra le sue ex squadre. «Il Siena è partito con grandi ambizioni, ma il rendimento non è stato soddisfacente. Ha una rosa con ottime individualità, finora sono mancate una precisa identità di gioco e la continuità di risultati. Il Pescara ha superato il periodo di difficoltà e negli ultimi due mesi è cresciuto molto». Il Delfino vuole riscattare la sconfitta di Modena, mentre i toscani devono tornare al successo dopo 3 partite di digiuno, in cui hanno collezionato un solo punto. «Il Pescara è favorito, credo che la rabbia causata dall’assurdo ko contro il Modena possa trasformarsi in energia positiva. Ma bisogna fare attenzione, perché nel Siena ci sono giocatori in grado di fare la differenza, ad esempio Paloschi e Ardemagni». Altre 9 gare, poi i play off. «È fondamentale centrare il 3° posto, a quel punto aumenterebbero le chance di arrivare fino in fondo e il Delfino ha i mezzi per farcela. Ci sono tanti calciatori forti e mi auguro che la squadra riesca a centrare l’obiettivo. Seguo con piacere il cammino di Pompetti, che ho allenato, uno come lui deve giocare in categorie superiori. Stesso discorso per Sorrentino, qualche anno fa dissi che se non avesse fatto carriera avrei riconsegnato il tesserino di allenatore a Coverciano. È stata una profezia azzeccata».
Giovanni Tontodonati