Petardo dilania la mano di un tifoso

Serie D. Esplosione nella curva della Maceratese, la partita non viene fermata
MACERATA. A rileggerlo ora, quel richiamo della Maceratese a non portare allo stadio fumogeni e petardi, agitando ai propri sostenitori lo spauracchio di sanzioni e partite a porte chiuse, ha un sapore amaro. E non certo per la squalifica del campo, che pure potrebbe arrivare. Il fatto è che un petardo, probabilmente scambiato per fumogeno, ha dilaniato la mano di un tifoso. Dentro lo stadio, al di là del cordone-filtro che toglie i tappi alle bottigliette di minerale, gli accendini dalle tasche e gli ombrelli a chi pure vorrebbe ripararsi dalla pioggia. Questioni di sicurezza, dicono. Ma i petardi passano.
Stadio Helvia Recina di Macerata, prime battute del derby con la Civitanovese, piani alti del girone F della serie D, quello di Marche, Abruzzo e Molise. Il ferito si chiama Daniele Elia, pizzaiolo di trent’anni che a Macerata gestisce un locale in zona stazione, tifoso appassionato della squadra della sua città. Ieri era in curva con alcuni amici. Cos’è accaduto? È possibile che abbia raccolto il petardo da terra, scambiandolo per un innocuo petardo, forse con l’intenzione di agitarlo in aria o di lanciarlo. Può essere. Ma le parole che il tifoso avrebbe riferito ai soccorritori («potevano dirmelo che non era un fumogeno») lasciano ipotizzare responsabilità più dirette, che gli inquirenti stanno verificando.
L’esplosione è stata violentissima, ma l’uomo non ha perso i sensi. È stato egli stesso a correre fuori, cercando il soccorso dei carabinieri ancora schierati sul piazzale esterno, dove infine si è accasciato vinto dal terribile dolore, in attesa dell’eliambulanza, mentre una poliziotta volontaria della Croce Rossa che intanto faceva di tutto per tamponare la forte emorragia. Attorno alle 15, quando sul terreno di gioco scorreva il 30’ del primo tempo, l’elicottero del 118 è atterrato davanti allo stadio e subito ripartito per trasportare il ferito all’ospedale Torrette di Ancona. Il primo responso medico non è stato affatto incoraggiante: il pizzaiolo rischia di perdere tre o quattro dita.
All’Helvia Recina la partita è proseguita regolarmente. Il sito della Maceratese, quello stesso su cui era comparso l’invito alla calma, a fine gara ha festeggiato la vittoria e il compleanno della presidentessa, senza neppure un pensiero per il proprio tifoso. Lo show è andato avanti. (l.t.)

