Piazzano e Caporale separati in casa: lite per andare via
ATESSA. Da titolare inamovibile a separato in casa. E' la storia di Luca Caporale, 22enne esterno d'attacco del Piazzano, nelle cui file ha disputato, da protagonista, le ultime due stagioni...
ATESSA. Da titolare inamovibile a separato in casa. E' la storia di Luca Caporale, 22enne esterno d'attacco del Piazzano, nelle cui file ha disputato, da protagonista, le ultime due stagioni contribuendo all'approdo in Promozione della squadra all'epoca allenata da Angelo Bisci. Una storia come tante, e, come spesso accade, con due verità: quelle, ovviamente contrapposte, delle parti in causa. «Sto vivendo una situazione paradossale», sottolinea l'interessato diretto, «che mi costringe a star fermo, non so fino a quando, impedendomi di fare la cosa che più mi piace, ovvero giocare al calcio. Tutto è iniziato», racconta il giovane Caporale, «al termine della stagione scorsa. Quando, per alcune incomprensioni sorte con la società, ho chiesto di riavere il cartellino, visto che avevo diverse richieste e che il mio trasferimento dalla Val di Sangro al Piazzano era avvenuto gratuitamente. Niente da fare però, perché la dirigenza si è opposta e alla stessa Val di Sangro, interessata, ha chiesto soldi in cambio, facendo lo stesso anche con altri club, e creando di fatto i presupposti per una mia mancata partenza. Mi hanno anche chiesto di riaggregarmi alla squadra, ma pur avendo ottimi rapporti col mister e col resto del gruppo, ho detto di no. Sono rammaricato e deluso», aggiunge il calciatore, «per quella che ritengo un'ingiustizia. Ho sempre considerato il calcio come uno sport che unisce anzichè dividere ma nel mio caso non è stato così. A dicembre però c'è la sessione invernale del mercato, per cui spero in un lieto epilogo della vicenda». Ipotesi, questa, non scartata a priori dal Piazzano, che però, attraverso il suo ds Camillo Faienza, precisa: «Se verranno soddisfatte le nostre richieste, le stesse fatte in estate, il ragazzo può partire senza problemi. Diversamente resterà fermo fino a giugno, perché il suo comportamento non è stato dei più corretti. Innanzitutto nei confronti dei nostri tesserati, e sono tanti, che a differenza sua non percepiscono alcun rimborso. E' vero: per lui abbiamo avuto alcune richieste, ma non avendo un sostituto nel ruolo, per ovviare alla sua assenza siamo stati costretti a rivolgerci altrove, tesserando Diompy. Ebbene, dopo aver chiesto vanamente alla Val di Sangro un giocatore in cambio, abbiamo almeno preteso di avere indietro, in cambio del cartellino di Caporale, la differenza tra i due rimborsi spesi. Sia la Val di Sangro, che l'Atessa Mario Tano erano propense, a patto però di trovare un accordo economico col ragazzo. Che dopo aver, per questo motivo, fatto saltare entrambe le trattative, ha anche rifiutato di continuare a giocare con noi, autoescludendosi. Ecco perché», conclude Faienza, «pur capendo la sua amarezza, non ci sentiamo gli unici responsabili della situazione venutasi a creare». (s.d.c.)
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