Pierich scuote Roseto «Bisogna ribellarsi al masochismo»

9 Gennaio 2019

«Dobbiamo imparare a vincere le partite punto a punto, perdere come domenica scorsa fa davvero male»

ROSETO. Il leader emotivo di questi Sharks in piena lotta per la salvezza è Simone Pierich, appena entrato nel suo 19° anno di carriera cestistica, giocatore il cui peso si fa sentire non solo quando segna le sue triple a rilascio ultrasonico, ma anche quando presidia l’area dirigendo l’atletica difesa rosetana col piglio del direttore d’orchestra.
Pierich, che facce c’erano al rientro negli spogliatoi domenica scorsa?
«Avevamo gli occhi della tristezza. Perdere con la capolista ci sta, ma fa male. E c’era il dispiacere per non esser riusciti a giocare come volevamo noi quell’ultima azione d’attacco al 40’».
Che cosa vi siete detti?
«Che dobbiamo smetterla di fare i masochisti, è ora di portare a casa queste partite».
Gli Sharks di questi ultimi tempi non vanno male: nelle ultime 6 gare solo 3 perse, contro le prime 3 della classifica.
«Significa che la squadra c’è e che il lavoro che facciamo va bene: ci manca solo la capacità di dare quella zampata vincente, esibire quell’arroganza in campo necessaria per vincere queste partite tirate».
Chi sono stati i migliori in questo girone di andata?
«Il play di Verona Amato, con cui ho giocato l’anno scorso; e poi vedo bene Severini insieme al rosetano Marini, che gioca a casa mia a Forlì: si vede che ha l’atteggiamento e la faccia tosta per fare quello che vuole in questo girone. Come americani invece, ne ho incontrati di buoni, ma forse nessuno sopra le righe. Sono bravi quelli della Fortitudo: Hansbrouck sta giocando di squadra; e con lui ovviamente Leunen, uno che zitto zitto non spreca mai un pallone».
E dei suoi giovani compagni? «Akele, perché oltre ad essere bravo ha una personalità super: è un tipo positivo che si allena col sorriso e gioca con energia, senza mai forzare. E poi Eboua: Paul sta migliorando continuamente, deve concentrarsi a fare bene le sue cose in campo, così da meritarsi più minuti».
Domenica inizierete un percorso fatto di scontri diretti.
«Si parte domenica in casa con Mantova, per fortuna queste sfide le giocheremo quasi tutte al PalaMaggetti. Giocheremo per vincere, ma anche per ribaltare i risultati dell’andata, visto che le sconfitte sono arrivate sempre dentro i 10 punti».
Non ha paura della pressione di dover vincere?
«In effetti questa è la cosa che mi preoccupa di più. Per questo dovremo giocare consapevoli dei nostri mezzi, senza aver nessun timore».
Giocandole tutte al PalaMaggetti, avrete però il bonus del fattore campo.
«Sono sicuro che i tifosi sapranno spingerci a dare il massimo».
Marco Rapone
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