Pierich: sono stufo, basta figuracce

Il capitano del Roseto dopo l’ennesima sconfitta in trasferta
ROSETO. Questa Sapori Veri da trasferta proprio non vuol funzionare quest’anno: dalla fine del novembre scorso, infatti, gli Sharks non solo perdono in serie - e ci potrebbe anche stare - il problema è che segnano sempre poco, tra i 61 e i 67 punti, prestazioni insufficienti per muovere la classifica, che alla lunga potrebbero far danni nella mente dei giocatori, specialmente i più giovani. È il capitano Simone Pierich a non tirarsi indietro, analizzando il momento: «Ad Imola l’avevo un po’ capito da quel primo tiro che aveva ballato sul ferro per poi uscire che sarebbe stata dura, ma non potevo certo immaginare che avremmo tirato da 3 col 5%». Cose che non succedono neanche al minibasket, meno male che i risultati degli altri campi sono stati favorevoli: San Severo ha perso in casa e Montegranaro ha battuto Orzinuovi, ma dovrà venire al PalaMaggetti: «Resta il fatto che dobbiamo darci una svegliata, perdere in trasferta ci sta, ma basta con queste figuracce, io mi sono davvero stufato». La ricetta per risolverla passa per le scelte giuste da fare in campo: «Bisogna mettersi in testa che non si gioca per la gloria personale, bisogna invece far quel che serve alla squadra. Non faccio nomi, ma basta vedere questi pick and roll solo per tirare e non per trovare la soluzione più adatta, perché finché si attacca al ferro in campo aperto ci sta, è la nostra forza e dobbiamo cavalcarla, ma è pure ora di capire che ad esempio, a difesa schierata contro la zona, non si possono più fare certe scelte scellerate», prosegue Pierich. «E dobbiamo pure capire che è inutile veder il nostro play nel pitturato attaccare a tutti i costi il pivot avversario in quello che è un evidente scontro impari: certe letture bisogna oramai impararle, siamo nel girone di ritorno e non c’è più tempo».
Il capitano è un fiume in piena: «Il primo pensiero di un giocatore è capire cosa può fare per essere utile alla squadra, non al proprio tabellino. E sia chiaro, son sicuro che non lo fanno nemmeno con cattiveria, ma non si gioca per far vedere a qualcuno che puoi starci in questa categoria: perché è meglio fare solo 3 punti e creare le situazioni giuste per vincere piuttosto che segnare tanto, ma poi perdere».
Di tutto questo oggi, alla ripresa degli allenamenti Pierich vorrà parlarne ai compagni: «Devo farlo ma senza alzar la voce. Magari per quel che riguarda certi atteggiamenti forse sì, ma per il resto dobbiamo solo spiegar bene certe cose: inutile giocare sempre a 100 all'ora per poi perdere. E parlerò una volta sola».
Marco Rapone
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