Pineto in attesa del via libera per la prima al “Mariani-Pavone”

PINETO. Continua la marcia di avvicinamento del Pineto al big-match di sabato pomeriggio contro il Perugia (fischio d’inizio ore 16.15). E mentre la società, che ha già presentato in Comune tutta la...
PINETO. Continua la marcia di avvicinamento del Pineto al big-match di sabato pomeriggio contro il Perugia (fischio d’inizio ore 16.15). E mentre la società, che ha già presentato in Comune tutta la documentazione necessaria per richiedere l’utilizzo del “Mariani-Pavone” per la partita di sabato, si appresta a ricevere le necessarie autorizzazioni, la squadra continua senza sosta gli allenamenti. Il tecnico biancazzurro Daniele Amaolo, predica cura dei dettagli e spirito di abnegazione: «Dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa, senza pensare a ciò che abbiamo fatto, ma concentrati su quello che dobbiamo ancora fare», le parole del tecnico, che aggiunge: «La nostra è una squadra che sa di dover soffrire, dobbiamo tenere i piedi ben saldi a terra e la concentrazione alta, se vogliamo portare a casa risultati importanti». Gli adriatici saranno chiamati a fronteggiare la terza forza del campionato, nonché la seconda miglior difesa del girone (dopo quella della capolista Torres), ma hanno già dimostrato contro Pescara, Carrarese e Cesena di esaltarsi quando il coefficiente di difficoltà è maggiormente elevato. Il momento è particolarmente positivo per gli adriatici, reduci dalla vittoria di Arezzo e pronti a dare battaglia. Sul fronte squadra, Ingrosso è recuperato, al pari di Baggi. Per la sfida contro gli umbri, oltre ai lungodegenti Schirone e Pellegrino, restano indisponibili i soli Traini e Iaccarino, che stanno seguendo un allenamento personalizzato e sedute specifiche di fisioterapia. Amaolo confermerà in gran parte l’intelaiatura della squadra uscita vittoriosa da Arezzo. Resta da valutare ancora la possibilità di un rientro nel pacchetto arretrato di Marafini, non impiegato in Toscana per un problema fisico. A dirigere l’incontro sarà l’arbitro Stefano Nicolini di Brescia.
Roberta Di Sante

