Più ombre che luci I dubbi di Zeman

10 Settembre 2017

Limiti e incertezze in difesa e nella linea mediana

PESCARA. Luci e ombre. Le prime tre partite di campionato hanno evidenziato pregi e difetti di una squadra che dovrà lavorare tanto per trovare una precisa identità. Forse non sarà un percorso breve, d’altronde è inevitabile quando si cambiano molti calciatori, anche se Zdenek Zeman non dovrà soltanto velocizzare l’affiatamento del nuovo gruppo. All’orizzonte ci sono numerose prove da superare e altri interrogativi da sciogliere. Contro il Frosinone i biancazzurri sono stati bravi nella prima frazione di gioco sfruttando cinicamente le occasioni create. Ma nella ripresa si è verificato un crollo inatteso con il Pescara in balìa dell’avversario e i ciociari padroni indiscussi delle operazioni.
La sensazione è che Zeman stia ancora ricercando le soluzioni più consone. E, soprattutto, le performance contro Foggia, Perugia e Frosinone suggeriscono che le scelte operate dal tecnico boemo difficilmente saranno quelle definitive. Insomma, un cantiere aperto in un mare di dubbi che verranno sciolti nelle prossime settimane. In ogni caso, al momento, è impossibile stabilire con esattezza quali siano le reali potenzialità del Delfino. La rosa è di buon livello, nonostante la presenza di alcune criticità. Ad esempio la mancanza di una mezzala abile negli inserimenti (quel Pessina chiesto dal boemo che però ha preferito lo Spezia) e almeno un difensore centrale rapido (Bastoni o Vanheusden, rimasti rispettivamente all’Atalanta e all’Inter) che avrebbe agevolato lo sviluppo del progetto zemaniano. Al di là di questo, l’organico autorizza a pensare che i biancazzurri non possano accontentarsi di un torneo anonimo. L’obiettivo minimo dovrà essere la conquista dei play off, ma per raggiungerlo occorrerà creare un’intelaiatura stabile.
La sensazione è che l’allenatore stia ancora ragionando sulle varie opportunità. In attesa dei recuperi di Bovo, Fornasier e Campagnaro, in difesa Zeman ha dovuto per forza affidarsi alla coppia formata da Coda e Perrotta. Finora il rendimento dei due interpreti è stato altalenante, ma se il Delfino ha incassato 8 reti in 3 gare il tandem non può essere esente da responsabilità. Coda si sta impegnando al massimo e durante la preparazione non si è mai fermato. Stesso discorso per Perrotta che di certo è apparso più aggressivo rispetto al suo compagno di reparto, ma entrambi hanno mostrato qualche limite anche in fase di costruzione del gioco.
Un problema che potrebbe essere risolto con l’inserimento di Cesare Bovo che ha carisma per guidare la retroguardia e piedi buoni per avviare l’azione dal basso. Poi, oltre a Campagnaro e Fornasier, c’è il giovane Elizalde in rampa di lancio. A Zeman il 17enne piace parecchio ed è probabile che a breve lo lanci nella mischia. I quattro terzini (Zampano, Crescenzi, Mazzotta e Balzano) sono un lusso per la categoria, ma a centrocampo il trio Coulibaly-Proietti-Brugman non ha convinto. Quest’ultimo, più a suo agio da play maker, sta giocando su buoni livelli, ma in fase di non possesso la squadra soffre con il solo Coulibaly abile nelle coperture. Valzania e Palazzi attendono il loro turno. Dall’elenco delle mezze ali va escluso Benali che Zeman non reputa utilizzabile in quel ruolo. Infine, il rientro di Mancuso potrebbe togliergli un altro dubbio, quello relativo al tridente visto che finora non si è capito chi siano i tre titolari. Le note più liete sono arrivate da Pigliacelli, decisivo con Foggia e Frosinone, un po’ meno a Perugia, e da Pettinari che sta vivendo un sogno: 6 gol in 3 gare, uno in meno delle reti realizzate nelle ultime tre stagioni. Ganz può attendere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA