Poker Milan, qualificazione vicina Juventus eliminata in Portogallo

I rossoneri vincono in scioltezza a Zagabria e ora hanno bisogno di un solo punto per andare avanti Bianconeri sconfitti dal Benfica, ma per accedere all’Europa League sarà decisivo l’ultimo turno
ZAGABIA. Il Milan espugna Zagabria, vince con un netto 4-0 in uno stadio che non vedeva una sconfitta da quasi due anni. Ora al Milan basta un solo punto, la settimana prossima contro il Salisburgo, per centrare gli ottavi. I rossoneri sfruttano a pieno l'assist del Chelsea che ha vinto portandosi a dieci punti. E con il successo contro la Dinamo Zagabria, il Milan si porta al secondo posto in classifica a 7 punti, segue il Salisburgo a 6 e la Dinamo a 4. I rossoneri non falliscono il loro compito. A Zagabria sblocca Gabbia nel primo tempo, poi nella ripresa arriva la rete del solito Leao, sempre più decisivo, e il rigore di Giroud fino all'autogol di Ljubicic. Ci sarebbe stata l'opportunità della goleada ma Rebic non riesce a firmare il tabellino. L'obiettivo ottavi è ormai ad un passo. Basterà un punto a San Siro contro il Salisburgo. E sarà l'ennesimo traguardo di Pioli e di un Milan in netta crescita.
La Juve è fuori dalla Champions: con una giornata d'anticipo, i bianconeri salutano la competizione più importante dopo la sconfitta per 4-3 contro il Benfica. A Lisbona la squadra di Allegri rischia l'umiliazione, poi si sveglia nell'ultimo quarto d'ora e per poco non riesce incredibilmente a rimontare. Non basta, però, nemmeno per essere certi dell'Europa League, con l'ultima gara di mercoledì contro il Psg che diventa decisiva. Maccabi Haifa e Juventus, infatti, hanno gli stessi punti in classifica, gli stessi punti negli scontri diretti (3 a testa) e una differenza reti di 8-11 per i bianconeri e 6-15 per gli israeliani.
Tornando alla gara di ieri, il Benfica va avanti dopo 17 minuti arriva il vantaggio. Sul cross tagliato di Enzo Fernandez, Gatti si fa anticipare da Antonio Silva e la Juve deve subito rincorrere. E i bianconeri reagiscono, tanto da trovare un immediato pareggio: servono un paio di minuti di controllo al Var per controllare l'azione dell'1-1, alla fine la rete viene assegnata a Kean e Allegri può tirare un sospiro di sollievo per aver subito ripreso la gara. Ma il problema della sua squadra rimane quello dell'attenzione, e ci ricasca puntualmente con Cuadrado che, ingenuamente, tocca il pallone con la mano in mezzo all'area. Dal dischetto si presenta Joao Mario che, proprio come allo Stadium, batte per la seconda volta Szczesny. Al secondo svantaggio, però, i bianconeri patiscono il contraccolpo e prima della fine del primo tempo beccano anche il terzo con Rafa Silva. L'impresa si fa sempre più dura, Allegri ci prova inserendo Milik al posto di Kean per la ripresa. La strada, però, diventa ancora più ripida con il gol di Rafa Silva dopo 5 minuti, una vera e propria mazzata. La Juve rischia l'umiliazione, dalla panchina si alzano i giovanissimi Soule e Iling-Junior. E sono proprio loro due a prendere per mano i compagni: l'esterno inglese mette in mezzo due palloni sfruttati da Milik e McKennie, i bianconeri tornano a crederci a 10 minuti dal termine. Alla fine, però, la rimonta non riesce: non basta un finale incoraggiante, la Juve va fuori dalla Champions. E adesso deve conquistare l'Europa League affrontando un Psg che non è ancora certo del primo posto.
Angelo Caradonna

