Pomante fa autocritica: non siamo così

Pagliari prosegue nel silenzio stampa, alla fine il capitano è l’unico a parlare
ASCOLI PICENO. Giovanni Pagliari non si presenta nella sala stampa del «Del Duca» dove campeggiano le foto dello storico presidente Costantino Rozzi.
L’annuncio dell’assenza dell’allenatore rossoblù – che da una settimana si è messo in silenzio stampa, a quanto pare per non aver gradito le critiche (ma di chi: dei dirigenti, dei tifosi, dei giornalisti?) seguite al pareggio dell’esordio stagionale contro il Gubbio – lo dà il capitano Marco Pomante, il solo dei tesserati del sodalizio rossoblù a metterci la faccia. «Mi aspettavo un Ascoli così? Questo è un campo difficile. In ogni caso, noi dovevano fare tutta un’altra partita».
Insomma, in casa aquilana un po’ di sana autocritica non manca. Può essere un buon punto di partenza. Ecco ancora le parole del capitano. «Dovevamo essere più cattivi e concentrati contro un avversario di tutto rispetto, che vuole recitare un ruolo da protagonista in questo campionato di Lega Pro unica. L’Ascoli, almeno nella fase iniziale della gara, è stato a guardare controllando la partita. E ha sfruttato gli errori che abbiamo commesso noi. Errori che, a conti fatti, ci sono costati davvero cari, visto e considerato che dopo mezz’ora di gioco ci siamo ritrovati già sotto di due gol».
A chi gli fa notare quanta amarezza vi sia in quest’analisi della gara, il difensore centrale risponde così. «È normale essere amareggiati quando si perde in questo modo. Abbiamo commesso degli errori che ci hanno penalizzato notevolmente. Sull’occasione del 2-0 si è trattato di uno di quegli incidenti che possono capitare. Ma più che altro», argomenta Pomante, «i nostri errori li abbiamo fatti nella gestione complessiva della gara. Alla fine, sarebbe bastata un po’ di fortuna per pareggiare una partita che sembrava ormai chiusa definitivamente a nostro sfavore. Ma potevamo fare molto molto di più in questa seconda giornata di campionato».
A chi gli chiede di tracciare una linea, esaminando le prime due gare della squadra, il capitano risponde deciso ma sereno. «Noi dobbiamo fare tutt’altro tipo di campionato. Dobbiamo e possiamo dare molto di più, anche se non possiamo dare un giudizio definitivo. Se giochiamo così, facciamo fatica. Lo ripeto: noi siamo un’altra squadra e possiamo fare molto molto di più. Dopo l’intervallo abbiamo provato almeno a invertire la rotta. È normale, quando si perde 2-0, che ci siano delle variazioni. Noi non siamo contenti per quanto è successo, e così l’allenatore. Lui è in silenzio stampa dalla settimana scorsa». Insomma, la prima sconfitta non c’entra niente.
L’allenatore napoletano dell’Ascoli Mario Petrone viene punzecchiato sui brividi finali di una gara che sembrava archiviata «Dovevamo chiudere la partita», afferma. «Invece, come il calcio insegna, e non è la prima volta che capita, pure in partite che sembrano finite ci sta sempre il finale che può cambiare e vanificare quello che di buono si è fatto. Il gol che ha riaperto la contesa è stato colpa di una palla leggerissima, ma leggibile, come tante di quelle lanciate dalle retrovie dell’Aquila. E così, un giocatore come Pacilli, che sembra non averne più, ti castiga. Questo, comunque, non cancella quello che abbiamo fatto contro un’Aquila che, come organico, dirà la sua fino alla fine del campionato».
L’occasione di riscatto per L’Aquila è la terza giornata di campionato in programma venerdì alle 20,45 allo stadio Fattori contro il Prato. Tutta da verificare l’entità dell’infortunio a Perna, l’attacco aquilano potrebbe già essere in emergenza.(e.n.)
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