Precedenti in parità: nel 1958 invasione di campo e Tontodonati salvò l’arbitro dalla furia dei tifosi

PESCARA. Bilancio in parità nei dieci precedenti in Abruzzo tra Pescara e Catanzaro con quattro vittorie a testa e due pareggi. La prima sfida in assoluto risale al 20 ottobre 1946 in serie B e vide...
PESCARA. Bilancio in parità nei dieci precedenti in Abruzzo tra Pescara e Catanzaro con quattro vittorie a testa e due pareggi. La prima sfida in assoluto risale al 20 ottobre 1946 in serie B e vide il successo dei padroni di casa per 2-0 grazie ai gol di Giorgetti e Romagnoli su rigore, l'ultima volta le due squadre si sono incontrate il 4 febbraio 2006, sempre in B, e in questo caso l'hanno spuntata i giallorossi calabresi allenati da Bruno Giordano 0-1 con una rete di Gissi. Le altre vittorie pescaresi sono datate 1 dicembre 1974 (2-1 firmato Serato, Zucchini e Ranieri), 4 marzo 1984 (3-2 con gol di Caputi, Roselli, Lorenzo, Tovalieri e il futuro ex Bivi) e 20 aprile 2005 (3-2 con Terra e doppietta di Giampaolo per i locali, Corona e Ascoli per gli ospiti). L'unica sfida di serie A è quella del 13 aprile 1980: finì 1-1 con reti di Nicolini e Nobili su rigore. Tra i precedenti di Pescara-Catanzaro ce n'è uno che a distanza di 64 anni viene ancora ricordato per i gravi episodi di violenza accaduti all’Adriatico. Era il 23 novembre 1958 e i biancazzurri guidati dal tecnico Renato Piacentini, già reduci da quattro sconfitte consecutive e una delle quali nel sentito derby contro il Chieti, a 3' dal termine si trovavano sotto 0-2 contro i calabresi, a bersaglio con una doppietta del compianto Gennaro Rambone, in seguito vulcanico allenatore di varie squadre. L’intemperanza del pubblico si scatenò d'improvviso, quando l'arbitro Rancher di Roma comminò un'espulsione al difensore del Pescara Monaco. Fu il pretesto per un'invasione di campo con alcuni facinorosi che aggredirono il direttore di gara e soltanto l'intervento del capitano Mario Tontodonati, icona e bomber di tutti i tempi nella storia del calcio pescarese con 120 reti segnate in maglia biancazzurra, riuscì a salvare il fischietto capitolino dalla furia dei tifosi accompagnandolo negli spogliatoi. La gara venne sospesa e il giudice sportivo diede la vittoria a tavolino (0-2) al Catanzaro, squalificando per quattro mesi lo stadio Adriatico (recidiva di un pestaggio a un altro arbitro nel campionato precedente) e costringendo così la squadra biancazzurra a giocare le restanti partite casalinghe della stagione tra Porto San Giorgio, Teramo e Vasto. Per quell'episodio Testina d'Oro Tontodonati, nel frattempo diventato allenatore al posto dell'esonerato Piacentini, venne premiato dalla federazione con una medaglia d'oro come segno di riconoscenza per l'aggressione in parte sventata. Alla fine, il Catanzaro primo classificato venne promosso in B, mentre il Pescara chiuse quintultimo senza però retrocedere a causa delle riforma dei campionati.
Marco Ratta
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