Promozione, il Mutignano è già in fuga
La squadra di Macera è a punteggio pieno nel gruppo A, stenta a decollare l’ambizioso Pontevomano
LANCIANO. Mentre nel girone B sono tre le squadre ancora a punteggio pieno (Penne, Passo Cordone e River Casale 65), nel raggruppamento A della Promozione sono bastati 180' di gioco, al Mutignano, per staccare tutti e dar vita alla prima vera fuga della stagione. Decisivo, in tal senso, il 2-0 casalingo rifilato al Controguerra, che ha permesso ai ragazzi di Macera di isolarsi a quota 6, con due lunghezze di vantaggio su ben sei formazioni. Capeggiate dall'ambizioso Sant'Omero, reduce dal travolgente successo (subito in evidenza, con una tripletta, il bomber Pezzoli) colto ai danni del Tossicia. Fa altrettanto scalpore la posizione di classifica del Pontevomano, capace di conquistare un solo punto sui sei disponibili, a dispetto di un organico coi fiocchi. Tornando al "mucchio selvaggio" attestato a quota 4, vi fanno parte anche Notaresco e Nerostellati Pratola, anullatesi a vicenda domenica scorsa. Una sfida nella sfida tra due vecchi compagni di squadra ritrovatisi, dopo tanti anni, uno di fronte all'altro. «Proprio così, visto che ad Alfonso (Alessandroni, attuale tecnico notareschino, ndc) mi accomuna l'esperienza di Sulmona». A parlare così, dall'alto dei suoi 40 anni è il portiere del club pratolano Alfredo Meo, tra i decani del campionato di Promozione. «Ogni anno», afferma, «mi dico che sarà l'ultimo, ma poi non so dire di no quando mi chiamano. Soprattutto se a contattarmi sono degli amici». È capitato anche quest'estate, col portierone ovidiano chiamato a scegliere tra il "suo" Sulmona e la neonata società nerostellata. «Per ragioni logistiche», spiega, «potevo tornare in biancorosso, ma avevo dato la mia parola agli amici di Pratola e non me la sono sentita di rimangiarmela. Anche perché, avendo nel frattempo aperto un'attività lavorativa (una tabaccheria, ndc), il fatto di potermi allenare la sera mi permette di conciliare al meglio i due impegni». Al resto provvede un amore viscerale per il calcio... «Finchè la salute me lo consente», spiega Meo, «vado avanti, cercando di trasmettere ai più giovani la mia stessa passione. Mi piace questo ruolo di chioccia, in un gruppo nel quale non mancano ragazzi interessanti. Non so dove arriveremo, ma nel frattempo ci godiamo questo buon avvio di stagione, cercando di dare del filo da torcere agli altri».
Stefano De Cristofaro
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