Prove con la Finlandia ma Conte non esagera «Pochi cambiamenti»

Stasera ultima amichevole prima della partenza per la Francia Si insisterà col 3-5-2 ruotando gli esterni, davanti ancora Pellè
INVIATO A VERONA. Non ha voglia di giocare al piccolo chimico, Antonio Conte: «Qualche cambiamento ci sarà, non tantissimi», racconta il ct dopo aver raggiunto lo stadio Bentegodi, teatro della sfida di stasera alla Finlandia, l’ultimo test prima dell’appuntamento degli Europei, a una settimana esatta dall’esordio contro il Belgio. Ha al proprio fianco Andrea Barzagli, uno dei componenti di quella muraglia azzurra che è considerata il punto di forza dell’Italia, il caposaldo attorno al quale costruire una squadra credibile per le prossime cinque settimane – è un augurio –.
«Siamo arrivati qui dopo due settimane di lavoro intenso, sul campo e in sala video. Siamo pronti. Pronti per sviluppare un’idea ben precisa di gioco. Vedo il gruppo coinvolto», racconta Conte prima di svelare le difficoltà incontrate lungo il percorso: «Qui devo sfruttare i secondi, non solo i minuti: la mia idea è sempre stata quella di allenare una squadra, non una selezione. Spero essere sulla strada giusta per rendere orgogliosi i nostri tifosi». Nella sua testa c’è il cavallo di battaglia: il “solito” 3-5-2, seppur con degli interpreti diversi rispetto a quelli visti all’opera a Malta. Il piano è chiaro: l’Italia cambierà pelle inserendo delle pedine su un telaio tattico collaudato, quello della Juventus pentacampione d’Italia, tanto per intenderci. Non a caso la difesa base e quella. Non a caso ieri a Coverciano, nelle prove sul campo, ha consegnato la pettorina gialla a Barzagli, Bonucci e Chiellini, il trio che proteggerà Gigi Buffon come succede in bianconero: oggi potrebbe esserci solo un cambio dentro Ogbonna, fuori Barzagli: una scena già vista nel campionato passato in casa Juve. Tutto il resto – ribaltando il refrain di una canzone dell’immortale Franco Califano – non è noia: la mediana a cinque potrebbe essere l’unico terreno di vera sperimentazione, stasera, seppur nel quadro di alcuni punti fermi: come Thiago Motta. È lui il regista scelto per far girare l’Italia. «Poco considerato? Sono chiacchiere da bar», risponde Conte a chi gli fa notare che l’italo-brasiliano, al pari di Eder, spesso finisce nel mirino della critica, forse perché dagli oriundi storicamente ci si aspetta sempre qualcosa di più. Sono dettagli dialettici che al ct non interessano. Preferisce concentrarsi sulle varianti del suo 3-5-2. Uno schema che preoccupa le nazionali che ci affrontano, se è vero che il Belgio, la nostra prima avversaria, sta pensando di proporlo: «Vuol dir che sanno che abbiamo un’idea ben precisa del gioco che vogliamo proporre e cercano di bloccarci», sottolinea il nostro commissario tecnico. Toccherà a lui miscelare gli ingredienti: stasera potrebbe proporre De Sciglio ed El Shaarawy sugli esterni, con De Rossi e Florenzi ai fianchi di Thiago. Il modo per trasformare al volo il modulo in un 3-4-3, quando il Faraone si aggiungerà alla coppia d’attacco. Già, l’attacco: è il tallone d’Achille, il punto di domanda. Ieri Conte ha provato Zaza là davanti, ma assieme a Immobile dovrebbe proporre sempre Pellè.
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