Provvidenza Darmian dà il via alla festa scudetto

26 Aprile 2021

Il terzino di nuovo decisivo, il Verona protesta. Conte apre alla conferma

MILANO. Matteo Darmian si traveste ancora da uomo della provvidenza, mettendo lo scudetto nelle mani dell'Inter. Non sarà un bomber alla Lukaku o un trascinatore alla Lautaro, ma è il perfetto simbolo della squadra di Conte, operaia ed efficace, capace di sporcarsi le mani ma anche di giocare ogni tanto di fioretto. È infatti ancora l'ex Parma a risolvere un altro pomeriggio complicato per i nerazzurri, che al Meazza a lungo ha faticato a trovare il bandolo della matassa contro un Verona ordinato e pungente (e che reclama per un dubbio gol annullato a Faraoni per carica su Handanovic), tra tensione e stanchezza. Quando tutto sembra indirizzato verso il terzo pareggio di fila il piattone di Darmian scaccia via tutti i brutti pensieri, regalando i tre punti all'Inter. «Una vittoria che non vale tre punti, ne vale nove», le parole di Conte nel post partita. Anche perché, dopo un avvio convincente, la sfida si era messa nei binari che più sono sembrati adattarsi al Verona. La partenza nerazzurra è da sprint, con Lautaro che mette sul fondo un pallonetto a tu per tu con Silvestri, mentre Hakimi ci prova prima col sinistro poi col destro, trovando la pronta risposta del portiere gialloblu. Gli uomini di Juric non stanno a guardare e la migliore occasione la creano due ex come Bessa e Dimarco. L'Inter non splende, fa possesso palla e quando accelera sembra poter far male, ma deve fare i conti con un Lukaku in evidente difficoltà atletica e fisica, oltre ad un Lautaro pasticcione e un Eriksen di nuovo spento. Così anche nella ripresa è il Verona la squadra più vivace in campo. I nerazzurri sembrano destarsi dal torpore a metà del secondo tempo, quando Lautaro trova la deviazione col piede di Silvestri dopo una azione personale insistita, mentre Hakimi centra il palo su punizione (il quinto legno nelle ultime tre gare per l'Inter). Ma è soprattutto quando trova spazi che la squadra di Conte è devastante, soprattutto con le sgasate dello stesso Hakimi. E proprio da un'accelerazione dell'ex Real che i nerazzurri trovano il vantaggio: il marocchino, dopo una progressione delle sue, trova un assist preciso per il neoentrato Darmian, piattone col destro e Silvestri battuto. Il Verona però non ci sta e reagisce, provando a schiacciare l'Inter. Trovando anche il gol del pareggio, in un'azione contestata, con il pallone che termina in porta dopo un contrasto tra Handanovic e Faraoni: Abisso (tornato ad arbitrare i nerazzurri due anni dopo le polemiche per una sfida contro la Fiorentina) ci pensa, ma fischia fallo, salvando il capitano interista dalla terza papera in tre gare consecutive. «Dispiace per il gol regolare annullato a Faraoni, ci vuole coraggio a non dare un gol così», il commento a fine gara di Juric sull'ultima emozione di un pomeriggio che regala all'Inter la 13ª vittoria consecutiva in casa, eguagliando il record della stagione 2010/11. Ma, Conte dixit, soprattutto conquistando un successo che vale il «95% dello scudetto». Un Conte che ha anche aperto sul futuro: «Devo parlare con la società e capire che cosa fare, ma ho un altro anno di contratto e comunque non mi piace ricominciare il lavoro daccapo. Aspettp Zhang e poi vediamo».
Angelo Caradonna