Qualità e sacrificio le doti del frentano
Il centrocampista rossonero è un jolly prezioso della squadra di Del Grosso
LANCIANO . Qualità e quantità, duttilità e senso del gol, inserimento e tiro dalla distanza, piedi buoni e grinta da vendere: Mario Quintiliani, centrocampista classe 1990 alla seconda stagione col Lanciano, è probabilmente uno dei calciatori più completi dei tornei dilettantistici abruzzesi. Sta dando un contributo non da poco al Lanciano dominatore del girone B, dove è arrivato nell’estate del 2017: allora il club, rinvigorito dall’arrivo di Fabio De Vincentiis alla presidenza, ha affidato al tecnico Alessandro Del Grosso una rosa chiamata a dominare la Promozione, ma il mancato ripescaggio ha costretto i frentani a iniziare da un gradino sotto.
In Prima categoria Quintiliani è stato immancabilmente subito protagonista con 15 reti in 27 partite. Tra queste, quella decisiva all’Atessa Mario Tano nello scontro diretto che al Biondi ha di fatto deciso il campionato: per il mediano rossonero, originario di Tollo, è stata tra l’altro la decima rete di un annata che, per la prima volta, l’ha visto andare in doppia cifra, traguardo ormai raggiunto pure quest’anno. Dopo la D e l’Eccellenza tra Miglianico, Isernia e Cupello, e una parentesi nella quarta serie australiana, Quintiliani ha scelto di rimettersi in discussione ripartendo dal progetto Lanciano, dove sta mostrando tutte le sue potenzialità.
Prima fra tutte la duttilità tattica: ha iniziato da play per poi spostarsi stabilmente a mezzala, con uguale profitto sia a destra sia a sinistra. Calcia bene sia in movimento sia i tiri piazzati con entrambi i piedi, e a tanta qualità unisce la quantità del mediano instancabile. Non per niente nelle evoluzioni tattiche di Del Grosso assolve in maniera eccellente alla copertura dei centrali difensivi che si “staccano”, e subito dopo è di nuovo pronto all’inserimento nella fase offensiva. Un giocatore insomma che poco o nulla ha a che vedere con la Promozione, ma che, per un Lanciano che ambisce a tornare in palcoscenici consoni alla sua storia recente, rappresenta un tesoretto da tenere stretto.
Andrea Rapino
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