Quando arriva la Juve al botteghino si fa festa

Con i bianconeri aumentano i prezzi in tutta Italia, ma gli stadi sono sempre pieni A Napoli De Laurentiis costretto al dietrofront dopo aver fissato le curve a 40 euro
PESCARA. Il costo elevato dei biglietti è uno dei motivi che allontana la gente dagli stadi. Va detto che i prezzi stabiliti dal Pescara ad inizio stagione, sia per i tagliandi che per gli abbonamenti, sono tra i più bassi della categoria. La dirigenza aveva fissato le tariffe prima del via, mentre gli altri club preferiscono comunicarle di volta in volta calibrandole in base al blasone della squadra che viene ospitata. In pratica, il Delfino ha optato per la distinzione tra “gare base” e “gare top”, le altre decidono nella settimana che precede l’incontro. Così, i prezzi per le curve spesso variano in ogni partita. Chiaramente, quando le cosiddette “piccole” (ma non solo) ospitano le big i prezzi vengono gonfiati. In particolare, i cassieri si sfregano le mani nelle giornate in cui ricevono la visita della Juventus.
Ovunque giochi, la squadra di Massimiliano Allegri riesce a riempire gli stadi. E non potrebbe essere altrimenti, visto che i tifosi bianconeri in Italia sono più di 8.300.000, dei quali appena il 13% residente in Piemonte. Come numero di fan, la Juventus è seguita da Milan (circa 4.200.000), Inter (3.900.000), Napoli(2.910.000) e Roma(1.906.000). Dunque, se c’è un luogo dove la Juve mette tutti d’accordo questo è il botteghino. E quando la Vecchia Signora si esibisce lontano dallo Stadium, i prezzi del settore ospiti lievitano in modo spropositato. Ad esempio, a Cagliari i tifosi juventini hanno sborsato 40 euro e lo stesso è accaduto a Palermo. Addirittura, a Udine il costo di un biglietto del settore ospiti (ma anche delle curve) è passato dalla tariffa media di 20/30 euro a 45. Vero è che i tifosi juventini sono abituati a prezzi alti, ma vuoi mettere la bellezza dello Stadium a confronto degli impianti obsoleti che ci sono in giro per l’Italia.
Tra i dirigenti più contestati per il caro-biglietti c’è anche il patron del Napoli Aurelio De Laurentiss che ad inizio stagione ha fissato il prezzo del biglietto di curva a 40 euro nel match col Milan scatenando l’ira dei supporter partenopei. Poi De Laurentis ha fatto dietrofront abbassando il tariffario: da 40 euro il tagliando di curva è sceso a 25 (anche meno nelle partite con meno appeal, ad esempio 10 euro in Napoli-Pescara).
A Palermo il prezzo base di 14 euro è salito fino ad un massimo di 40 nella gara contro la solita Juventus. Unica voce fuori dal coro quella del presidente genoano Enrico Preziosi che ha mantenuto i prezzi di gradinata invariati in tutte le partite: 25 euro sia per assistere a Genoa-Pescara che per Genoa-Juventus.
Arguta, infine, l’iniziativa del Sassuolo del patron Giorgio Squinzi che lo scorso gennaio ha dato l’opportunità a chi acquistava i biglietti di gradinata Sud (la curva dei tifosi neroverdi) per la sfida con il Palermo di usufruire di uno sconto speciale per la successiva sfida con la Juventus. (g.t.)
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