Quasi un secolo fa la prima partita della Virtus

18 Luglio 2015

Nel 1920 l’esordio del Circolo sportivo del cavalier Cotellessa, in campo con 3 difensori e 5 attaccanti

LANCIANO. Madonna; Sibillini, D’Intino; Stella, Silvi, Gaetano Carabba; Gialleonardo, Giuseppe Carabba, Niccolò Lotti, Carlo Carabba, Guido Lotti: con questa formazione, il 18 luglio di 95 anni fa, inizia l’avventura calcistica della Virtus Lanciano.

È il 1920, e il Circolo Sportivo Virtus è stato fondato pochi mesi prima da un gruppo di soci presieduti dal cavalier Giuseppe Cotellessa. A luglio la Polisportiva, che in breve ha raccolto 150 adesioni, organizza la prima manifestazione: due giorni di gare che si svolgono a Villa delle Rose, tra l’anello dell’ippodromo e il campo ricavato all’interno, dove sono in programma competizioni di ciclismo, podismo, palla vibrata e foot-ball. “Calcio” in Italia è ancora una parola poco utilizzata, e in Abruzzo è una disciplina sconosciuta ai più. Solo nel 1925 nella nostra regione nascerà il primo comitato regionale della Figc, anche se nel frattempo la palla di cuoio guadagna appassionati e praticanti che organizzano partite, spesso all’interno di altre iniziative sportive.

Anche la giovane Virtus ha il suo gruppo di foot-ballers, composto in buona parte da liceali, che il 18 luglio esordisce sotto l’egida della nuova società, nonostante in città si abbia notizia di gare già nel primo decennio del ’900.

Lo schema è l’unico conosciuto all’epoca, passato alla storia come “Piramide di Preston”: due terzini davanti al portiere, tre mediani e cinque attaccanti. L’undici virtussino debutta contro il Circolo Sportivo Lampo di San Vito, nato poche settimane dopo il club lancianese. Al Villa delle Rose, che fino al 1933 sarà il terreno di gioco ufficiale della squadra cittadina, si raduna la folla delle grandi occasioni. La Virtus autoproduce un giornaletto per pubblicizzare la manifestazione e illustrare le regole di un gioco che per molti è una novità, tanto che bisogna specificare che «verrà dichiarata vincitrice la squadra che riporterà su quella avversaria maggior numero di goal (punti)». La gara si conclude con la vittoria della compagine di casa «che riusciva verso la fine del secondo tempo a fare un goal contro zero», come racconta il periodico “I 3 Abruzzi”, una delle poche testate a riferire della gara citando la formazione della Virtus e il risultato, senza però nominare il marcatore.

I giornalisti locali sono a digiuno di nozioni tecniche, e così si è più attenti a parlare del clima accesso in campo e sugli spalti: «Molto pubblico assisteva all’incontro», rimarca sempre “I 3 Abruzzi”, «e vi prendeva un impegno lodevolissimo, se si fosse contenuto nei dovuti limiti; biasimevole, perché degenerò». Tuttavia, come è abitudine all’epoca, le tensioni vengono stemperate con il rinfresco e un bicchiere di vermouth offerti dagli ospitanti.(a.r.)

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