Quel lungo duello con i rivali storici dell’Aquila

Cavalcata trionfale dei biancoverdi, vendicata la retrocessione imposta due anni fa dalla pandemia
AVEZZANO. Una cavalcata trionfale quella dei biancoverdi, che tornano in serie D dopo una retrocessione decretata a tavolino a causa del Covid che due anni fa non ha consentito la regolare conclusione dei campionati. Lo aveva promesso il presidente Gianni Paris, a se stesso e alla città, che avrebbe riportato la squadra nel posto che le spettava di diritto, quel diritto che era stato quasi calpestato da pandemia e regole cervellotiche. In testa praticamente dall’inizio alla fine, se si eccettua il breve interregno iniziale di un Cupello che riuscì a vincere miracolosamente le prime sette gare di questo campionato. Poi, una volta esaurita la vena dei rossoblù, è emersa prepotentemente la forza d’urto della corazzata allenata da Tonino Torti. Che ha vinto anche il duello con la storica rivale: L’Aquila.
Cinque reti rifilate al Villa alla 9ª di andata, valgono quel primo posto che l’Avezzano non abbandonerà più. Significativo anche il pareggio conseguito in pieno recupero nell’atteso derby all’Aquila, gara che manda un segnale fortissimo agli avversari che speravano in una caduta dei marsicani. La rete del brasiliano Dos Santos in pieno recupero, fa capire a tutti che questo campionato ha un padrone che si chiama Avezzano. E poi il roboante 9-0 inflitto a un rassegnatissimo Penne. Il massimo vantaggio (12 punti), l’Avezzano lo raggiunge alla penultima di andata, vincendo fuori casa contro la Bacigalupo, e a questo punto le avversarie capiscono definitivamente che chi insegue dovrà accontentarsi solo delle briciole. La prima sconfitta, che per un attimo fa tornare coi piedi per terra i biancoverdi, arriva sul campo del Giulianova. Ma l’Avezzano non si scompone e da capolista di rango sfrutta al meglio il mix composto dall’esperienza dei suoi campioni più celebrati, con quella degli under che sarà difficile non confermare anche per il futuro. Qualche sofferenza contro i cugini del Capistrello, non scalfiscono le certezze di avere tante risorse anche in panchina, e quando Blanco, Kras, Albanese e Selle vengono chiamati in causa, i meccanismi tornano come per incanto a girare al meglio. Nella seconda parte del campionato, le scorpacciate iniziali lasciano il posto ad alcune vittorie di misura, ed anche questo rappresenta un segnale di maturità, vale a dire quella capacità di gestire i risultati che solo le grandi squadre possono vantare. Un solo gol contro Sambuceto, Alba Adriatica e Angolana, portano i punti che si riveleranno determinanti, perché Giulianova e L’Aquila non riescono a fare meglio, e anche quando arrivano le sconfitte contro Ponte Vomano e Lanciano, l’ambiente resta ugualmente sereno, perché confortato da prestazioni sempre all’altezza. La marcia trionfale riprende a Francavilla e procede sul campo del Capistrello, dove tutto l’ambiente è consapevole che ormai i giochi sono fatti, anche perché Giulianova e L’Aquila si annullano a vicenda nello scontro diretto, a tutto vantaggio dei biancoverdi. Dopo qualche malumore dovuto alle recenti battute d’arresto contro Penne e Torrese, l’apoteosi si è celebrata contro la Bacigalupo, al cospetto di una tifoseria che non aspettava altro. (p.oli.)
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