«Qui titolare chi mangiava banane»
Gaffe del capo dei dilettanti sugli stranieri nel giorno della candidatura ufficiale
ROMA. Davanti alla “sua” Lega Dilettanti, Carlo Tavecchio si candida ufficialmente alla guida della Figc. All'assemblea elettiva presenta i punti del suo programma sotto lo slogan «Il gioco del calcio al centro dei nostri pensieri» (governance e organizzazione federale; lotta contro la violenza e qualificazione del prodotto calcio; settore tecnico e centri di formazione federale; settore giovanile e scolastico; nuove risorse economiche; comunicazione; club Italia; grandi eventi; legislazione e rapporti con il governo; rapporti con il Coni, riforma dei campionati e regole delle competizioni). Un «11» ideale in cui manca ancora il nome del ct. «La stampa italiana è preoccupata perchè dobbiamo fare l'amichevole con l'Olanda, chi ci mando il 4 settembre? Ci mando Rivera», la provocazione. Ma se l'11 agosto sarà eletto sarà il primo nodo che affronterà: «Nella prima settimana», assicura. «Serve una persona competente, che dia impegno e una garanzia di due o tre anni. Non è un progetto da fare in 6 mesi. Il ct deve essere il supervisore di tutta la filiera, dall'under 15 all'under 21». «A 70 anni di compromessi non ne faccio mica. Non voglio certo diventare il più ricco del cimitero. Chi crede che stiamo andando a creare un re Travicello si sbaglia. Questo Paese è addormentato, si sveglia la mattina per un fatto biologico. Io mi sveglio con la voglia di vivere».
Nella foga del discorso scivola però sul tema extracomunitari: «Le questioni di accoglienza sono una cosa, quelle del gioco un'altra. L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che 'Opti Pobà (inventando un nome, ndc) è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree». Una gaffe sulla quale ha subito chiarito all'Ansa: «Le banane? Mi riferivo al curriculum e alla professionalità richiesti dal calcio inglese per i giocatori che vengono dall'Africa o da altri paesi».

